Viterbo – “Altro che aumento delle bollette, bisogna dimezzarle”.
Continuano i veleni nell’acqua e sull’acqua dopo la conferenza dei sindaci dell’Ato di ieri. Per Chiara Frontini avere un acqua non potabile è già tanto, ma doverla addirittura pagare di più è davvero troppo.
“Dopo tutto quello che stiamo passando con l’arsenico – dice la consigliera comunale – c’è anche chi ha il coraggio di chiedere l’aumento delle bollette. In linea di massima, Michelini non prende mai posizione, non interviene in consiglio comunale e si è caratterizzato per il suo scarso decisionismo. L’unica volta che si pone in evidenza, lo fa mettendosi a capo di una cordata di sindaci favorevoli all’aumento dell’acqua”.
Frontini si chiede il perché di certe scelte. “Dopo tutti i disservizi che la Talete dà ai cittadini, primo su tutti l’arsenico, l’unica cosa che non serve in questo momento è l’aumento delle bollette per coprire i debiti della società che di certo non hanno causato i cittadini. Considerando che l’acqua non è potabile, dovremmo pagare l’acqua la metà. Questo non accade nemmeno di fronte ai ricorsi al giudice di pace per vedersi riconosciuto un diritto”.
Il problema, per Frontini, va più a fondo. “Ci si divide tra centrodestra e centrosinistra, scaricandosi le responsabilità a vicenda, secondo una linea di partito, quando invece si dovrebbe ragionare in maniera diversa, altrimenti le cose non cambieranno. Resterà l’arsenico e resterà il carrozzone Talete”.
Alla prossima conferenza dei sindaci, il cda di Talete dovrebbe presentarsi dimissionario. “Chiedemmo il commissariamento della Talete già quando non riuscimmo ad avere i dati reali delle posizioni di debito e credito nei confronti del comune di Viterbo, socio al 21 per cento. Mi auguro che le dimissioni ci siano davvero, anche perché la gestione della società è sotto gli occhi di tutti”.
Frontini auspica una rapida soluzione e il buon senso delle parti. “Sindaci, provincia e Talete – conclude la consigliera – si mettano intorno a un tavolo per risolvere il problema senza aumentare le tariffe. Se la politica dovesse dimostrarsi ancora una volta non in grado di decidere, che intervenga una figura di garanzia, come il prefetto, per individuare una mediazione sul tema che vada davvero a tutela della gente”.
Paola Pierdomenico
