Viterbo – (g.f.) – Verificare, valutare, calcolare, poi decidere.
Sul bilancio di previsione 2014, visto il dibattito che si è innescato, il sindaco Leonardo Michelini ci va coi piedi di piombo. La politica c’entra fino a un certo punto. In gioco ci sono i viterbesi, che da questa manovra potrebbero essere chiamati a fare un bel sacrificio.
Ecco perché il primo cittadino preferisce partire dai tagli alle spese, piuttosto che dai possibili aumenti.
“Dopo la riunione di maggioranza di venerdì – ricorda Michelini – ci siamo presi due giorni e lunedì faremo un’ulteriore verifica per valutare altre economie, razionale ancora di più la spesa.
Nei limiti di quello che è possibile”.
Qualcosa è già stato tagliato. “Gli uffici hanno già fatto molto”.
Siccome i soldi servono, se non si può tagliare, si deve aumentare. Le tasse, ovviamente.
“Sulla leva delle entrate cercheremo come detto di restare nel limite minimo della Tasi”.
La maggioranza e lo stesso Pd hanno posizioni diverse al momento. “Sì – osserva Michelini – ma la situazione è tranquilla. Ci sono due posizioni, chi è favorevole all’aumento della Tasi entro certi limiti e chi vorrebbe mantenerla bassa e agire sull’addizionale Irpef.
In quest’ultimo caso, portandola a un punto, un punto e mezzo in più rispetto a oggi, manterremmo più bassa la Tasi, facendo risparmiare soprattutto i viterbesi che hanno una prima casa. Eviteremmo l’applicazione di quella che è una piccola patrimoniale”.
Prima dei fatti, le simulazioni. “Ho chiesto di predisporre uno studio per capire quanto si andrebbe a pagare in più di addizionale Irpef su redditi di venti, trenta, quaranta, cinquantamila euro e oltre. Ritengo che anche con un punto e mezzo in più saremmo comunque in una posizione bassa per l’addizionale comunale”.
Il primo cittadino è certo di chiudere lunedì il dibattito. “Ci sono i presupposti, una volta chiuso il dibattito in maggioranza. Poi si predispone l’ipotesi di bilancio che va in giunta e quindi in commissione.
Contiamo di far partire il dibattito in consiglio comunale nei termini, entro luglio e arrivare al via libera entro i primi d’agosto”.
Nel Pd però non sono esattamente tutti d’accordo. “Non esiste una spaccatura. Forse perché si erano scatenati alla loro assemblea, devo dire che nel vertice di maggioranza non ci sono stati problemi.
Esistono ipotesi diverse, ma non riguardano il Pd, non è una spaccatura politica, sono posizioni trasversali, che interessano più formazioni.
Nel Pd, Serra con alcuni dei suoi vorrebbero puntare più sulla Tasi. Ma nessuno si è imposto dicendo o così o niente.
Si discute e così arriveremo alla sintesi finale”.
