Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Vivo in un’altra città da un paio di anni per motivi di studio, ma questo non mi impedisce di tornare ogni due settimane circa per ritornare a Viterbo, dalla mia famiglia e dai miei amici di sempre.
L’ultima volta era lo scorso weekend e invece della classica giornata al mare abbiamo prediletto una passeggiata a Castel d’Asso, dato che il tempo non era dei migliori e abbiamo approfittato del “fresco”.
Immaginate la nostra faccia quando ci siamo ritrovati alcune fra le prime tombe sulla destra colme di acqua fino all’orlo, in uno stato più che precario.
Personalmente non sono assolutamente esperto per quanto concerne questo argomento, dato che studio giurisprudenza (anche se ciò non mi giustifica, dato che anche Achille Bonito Oliva, uno fra i più apprezzati critici d’arte del mondo, iniziò il suo percorso accademico proprio da questo dipartimento), ma in grado di capire che sul lungo andare, questa situazione, potrebbe apportare ingenti danni a questo splendido bene che i nostri antenati ci hanno regalato.
E dubito fortemente che ce l’abbiano tramandato per permetterci di lasciarlo decadere in questo stato precario.
Riccardo Pisani
