Orte – Quattro anni e tremila euro di multa.
A tanto è stato condannato M.K., 40enne albanese residente a Ostia.
Gli agenti della polfer di Orte lo avevano trovato l’anno scorso con più di sei chili di marijuana. Era il 15 febbraio 2013.
M.K. viaggiava sul treno RV 2310 (Roma Termini-Firenze Santa Maria Novella).
Il controllo scattò intorno alle 11,45: carico del 40enne era stata emessa una una nota di rintraccio per notifica di provvedimenti. Agli agenti della polizia ferroviaria non è sfuggito che M.K. non faceva altro che guardare il suo bagaglio sulla cappelliera. E il bagaglio non poteva essere che suo, dato che nello scompartimento non c’era nessun altro.
Nel borsone, i poliziotti hanno trovato quattro grossi involucri in cellophan avvolti da nastro da pacchi industriale, con all’interno una sostanza che sembrava marijuana. M.K., a quel punto, ha ammesso che il borsone glielo aveva dato un uomo di nazionalità rumena alla stazione Termini, incaricandolo di portarlo in Toscana dietro la promessa di lauto compenso.
La sostanza, analizzata dalla scientifica della questura di Viterbo, è risultata essere marijuana, per un peso lordo complessivo di 6,3 chili.
Il processo si è concluso oggi; l’avvocato del 40enne aveva chiesto la disapplicazione dell’aggravante prevista dalla normativa sugli stupefacenti, trattandosi di marijuana e non di droghe pesanti. Il collegio presieduto da Eugenio Turco ha mantenuto l’aggravante e condannato l’imputato alla pena chiesta dal pm Stefano D’Arma: quattro anni e tremila euro di multa.
La difesa farà appello.

