Montalto di Castro – Riceviamo e pubblichiamo – Non c’è stato né dolo e né colpa grave nell’affidamento di un incarico tecnico da parte della giunta Carai, nel 2010, all’Associazione internazionale dei comuni.
E’ quanto ha sentenziato la Corte dei conti, sezione giurisdizionale per la Regione Lazio, rigettando la citazione nei confronti dell’allora sindaco Carai e della giunta comunale.
Tutto ha inizio con la scoperta e la conseguente denuncia da parte del sindaco Carai, di una truffa che si stava perpetrando ai danni del comune: era il 2010. La truffa aveva portato un danno al comune, poi quantificato in circa un milione di euro e aveva gettato la macchina comunale in gravissime difficoltà tecnico-amministrative e organizzative.
Tutto ciò, unito anche agli accertamenti giudiziari che erano in quel momento in corso, aveva delineato tra i dipendenti uno stato di ansia, di incertezza e di diffidenza, in ragione proprio della vicenda sopra menzionata, paralizzando di fatto la macchina amministrativa.
L’amministrazione comunale in quel momento era di fronte a scadenze tecniche alle quali doveva comunque obbligatoriamente ottemperare (approvazione del consuntivo del 2009, approvazione degli equilibri di bilancio e dell’assestamento dell’esercizio finanziario in corso), da qui la necessità che l’allora sindaco e la sua giunta hanno ravvisato, stante la situazione in atto, di dover affidare un incarico tecnico annuale, poi protratto sino al dicembre 2012, all’Associazione Internazionale dei comuni, per poter ripristinare la regolare situazione finanziaria e gestionale dell’Ente mediante un controllo serrato di tutte le procedure fino a quel momento adottate.
I consiglieri di opposizione di allora, tra i quali l’attuale sindaco, hanno ritenuto di dover interessare la Corte dei conti mediante un esposto sulla vicenda. A seguito di ciò la procura della Corte ha citato in giudizio il sindaco Carai e la giunta; e oggi la sezione giurisdizionale per il Lazio della Corte stessa, con sentenza 565/2014, ha rigettato tale citazione definendola inammissibile, in quanto non si specificano i motivi che inducono a evidenziare la condotta dell’allora sindaco Carai e della giunta, sotto il profilo della colpa grave o del dolo. E ora ci piacerebbe sapere chi paga le spese processuali? Chi ha fatto la denuncia oppure lo Stato?
Questi sono i fatti e questa sentenza evidenzia ancora di più che la buona politica non si fa con le denunce, non si guida un paese instaurando un clima di odio e cattiveria gratuiti, ma avendo sempre ben a mente il benessere dei propri cittadini, tutti, costruendo in meglio, ma senza distruggere tutto, anche quello che di buono era stato fatto prima, solo perché era stato fatto da altri.
E’ ora che si cambi passo e si cominci a lavorare seriamente per il benessere del nostro territorio.
L’ex giunta comunale di Montalto di Castro
