Viterbo – Immatricolazione delle auto in picchiata, disoccupazione alle stelle, costo delle abitazioni in discesa libera, consumi in affanno.
Viterbo è la provincia più colpita d’Italia dalla crisi che dal 2008 sta mettendo in ginocchio l’economia nazionale.
A stabilirlo, l’indagine del Sole 24 Ore, basandosi su dieci parametri che hanno portato la Tuscia a questo triste primato, per raggiungere il quale hanno pesato in particolare alcuni fattori, a cominciare dalla disoccupazione.
Nel 2007 era al 9,57%, siamo arrivati al 15,63% nel 2013, con un più 63,3%. Di conseguenza i consumi hanno subito una brusca frenata. Dalla spesa media di 933 euro nel 2007 si è passati a 743 euro nel 2013, ovvero -20,4%, mentre a livello nazionale la flessione si è fermata al 18,6%.
Pochi soldi, quindi si rinuncia alla macchina nuova. Le immatricolazioni sono passate da 11.252 del 2007 a 4510 del 2013, meno 59,9%, rispetto al resto del Paese in cui la flessione media è stata del 48%.
Verso il basso anche i prezzi delle case. Per un’abitazione di cento metri quadrati nuova, in semicentro, nel 2007 si spendevano 1900 euro al metro quadro, scesi nel 2013 a 1450.
Rispetto al dato nazionale, che fa segnare un +7,7%, in questo periodo è calato pure il numero dei laureati.
Da 75,21 ogni mille giovani del 2007 a 73,33 del 2013, meno 2,5%.
Giù anche il Pil, da 20.384 euro medi (2007) a 18.644 (2013).
Attraversando un periodo difficile, si contraggono anche i prestiti personali, passati da una media di 15.491 nel 2008 a 11.812 del 2013. Un calo del 23,7% a fronte della media nazionale del -7,4%.
Si spende meno perfino per i farmaci, da 444,5 euro nel 2009 a 438,1 del 2013 e calano anche i rifiuti medi pro capite, da 571,4 chili nel 2007 a 490 nel 2012.
Unico parametro positivo, i depositi bancari, cresciuti dai 7798 euro del 2007 a 13.575 del 2013.
