Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Gentile direttore, ringraziandola anticipatamente per la sua disponibilità e il suo spazio concessomi, volevo cogliere l’occasione per lanciare delle riflessioni, speranzoso che se condivise, non cadano nel vuoto.
Su tutti i social network e su molte testate giornalistiche nazionali, vengono pubblicati dati ufficiali, analisi numeriche dalle quali non ci si può sottrarre, riferiti alla città di Viterbo. Elenchi statistici, che vedono la nostra città in una posizione socio-economica drammatica.
Questo era evidente, e ora che ci sono i dati, non ci si può più nascondere dietro a scuse “era quello prima” oppure al “faremmo”, oggi nessuno è più nella condizione di temporeggiare e/o sottrarsi al bisogno di dare una svolta. A questa città che da tempo ha bisogno di una vera ripresa, gli va dato il “verso”, che sia univoco e coerente con un progetto condiviso e che si sviluppi nel tempo, possibilmente in un decennio.
Ad oggi, lo sappiamo tutti quali sono state le perle o meno delle varie amministrazioni che si sono alternate, ma non dobbiamo assolutamente fossilizzarci su “cosa era” e “cosa poteva”, c’è bisogno di scelte, coraggiose, che portino innovazione.
Per questo tipo di cose, bisogna lasciare da parte le ideologie, i vecchi rancori e le battaglie passate, pensando al presente con estremo dinamismo, sottraendosi da quello che recentemente le cronache ci hanno offerto. Clima che può solo che demoralizzare e sconfortare, facendo prevalere il disperato individualismo
Personalmente ho visto l’amministrazione pubblica, fare flop spesso da ogni parte. Si è perso (spero apparentemente) il senso del “progetto comune” per far spazio a interessi personali. Persone elette, che stanno perdendo il senso della misura e della dignità dimenticando in pieno il valore del mandato ricevuto. Nella crisi, generalmente, c’è inizialmente la fase del “ridimensionamento” e contestualmente la fase del progetto. In questa città non ci sta ne l’uno, ne l’altro.
Non esiste alcun concetto dal valore sociale, non esiste integrazione, non esiste assistenza, non esiste il pubblico. In questa città si è perso ogni tipo di riferimento politico e sociale, dal quartiere alla frazione al comune. Ogni giorno che giro per strada, vedo una città depressa, avvitata nella sua provincialità, con ideologie e teorie anacronistiche.
Credo sia arrivato il momento per questa città, di vedere risposte da un gruppo dirigente capace di fare scelte e prendere decisioni, condivise e a favore della collettività.
A Viterbo, servono investimenti, possibilmente sul mattone esistente, in maniera tale da tutelare quello che abbiamo di più prezioso e unico… il centro storico, ad oggi sempre più disabitato e nelle migliori occasioni ghettizzato. C’è bisogno quindi anche di nuovi abitanti, nuove energie mentali ed economiche. Persone alle quali Viterbo può, nell’immediato, offrire qualche certezza.
Viterbo è una cittadina che ha attualmente edificate almeno il doppio delle abitazioni necessarie alle persone che la vivono… Seconde case, case disabitate, case in deperimento, il centro storico è più vuoto che pieno, quindi bisogna assolutamente trovare il modo di riempiere quegli spazi vuoti.
Giorni indietro, pensavo a una possibile soluzione (forse folle) che potesse in parte dare una scossa a questa ormai piatta economia locale. Una massiccia “campagna promozionale”, una pubblicità su Roma che invogli i romani a investire in un territorio come il nostro. Un territorio meraviglioso.
“Investi sul mattone… investi a Viterbo!”. Una campagna pubblicitaria di questa tipologia, con foto delle bellezze locali, forse potrebbe smuovere tesoretti verso la nostra città. In un momento come questo, dove a Roma con 100mila euro compri appena un garage, a Viterbo si potrebbe portare a rivivere un intero palazzetto terra/cielo, con relativo indotto economico, diretto e indiretto per tantissime persone. E poi la pubblicità turistica, se ci visitasse per curiosità solo 1 su 1000, sai che numeri…
Una cittadina come la nostra che ha un centro storico da invidia, posizionato a pochi chilometri da monti, laghi, terme, siti storico archeologici, dal mare, non può non avere investitori…
Se solo ogni mese, dieci persone, su tre milioni che sono a Roma, investissero i loro risparmi a Viterbo, ci sarebbero ogni anno investimenti con numeri enormi…
Siccome mi rifiuto di credere che Viterbo sia un posto non appetibile, credo che allora le risorse vadano cercate, e lancio il mio (umile) appello a tutta l’attuale amministrazione tutta, invitandoli a considerare l’emergenza attuale, considerando economia, non solo l’area delle tasse e/o della riduzione dei servizi, ma tutto quello che può ruotare intorno ad una città.
Bisogna capire come portare capitali con molti “zeri” in questa città, soldi, soldoni, percorrendo ogni possibile strada, evitando di scegliere avendo le mani legate da accordi, convenzioni e/o strategie momentanee, favorevoli a poche sterili persone. Viterbo ha bisogno di ossigeno, nuovo entusiasmo, nuovi investimenti… il risultato della cabina elettorale confermava questo disperato appello degli elettori…
A Viterbo non servono persone che leggono libri sul divano e/o che si autocelebrano per uno scarso risultato, a questa città servono uomini del fare… possibilmente bene e subito!
Paolo Cappelli


