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Un gigante buono dall’anima troppo fragile

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I funerali di Fausto e Adriano Fortuna a Barbarano Romano

I funerali di Fausto e Adriano Fortuna a Barbarano Romano

I funerali di Fausto e Adriano Fortuna a Barbarano Romano

I funerali di Fausto e Adriano Fortuna a Barbarano Romano

I funerali di Fausto e Adriano Fortuna a Barbarano Romano

I funerali di Fausto e Adriano Fortuna a Barbarano Romano

I funerali di Fausto e Adriano Fortuna a Barbarano Romano

I funerali di Fausto e Adriano Fortuna a Barbarano Romano

I funerali di Fausto e Adriano Fortuna a Barbarano Romano

I funerali di Fausto e Adriano Fortuna a Barbarano Romano

I funerali di Fausto e Adriano Fortuna a Barbarano Romano

I funerali di Fausto e Adriano Fortuna a Barbarano Romano

Barbarano Romano – (f.b.) – Un gigante buono dall’anima troppo fragile (fotocronaca – video).

Così un collega di Adriano Fortuna ha descritto in poche righe, lette durante la cerimonia funebre, l’agente penitenziario morto di overdose nella notte tra sabato e domenica scorsa a Barbarano Romano. Un dolore immenso che ha scosso i familiari più vicini e tutto il paese, incredulo per la sua scomparsa improvvisa e per il modo in cui è avvenuta.

Ma il dolore, stavolta, è raddoppiato. A fianco al feretro di Adriano ce n’è un altro: è quello di suo cugino Fausto. Anche lui stroncato dall’eroina quella stessa notte. Forse contemporaneamente, al massimo a pochi minuti di distanza.

La morte li ha colti insieme e gli ha fatto condividere lo stesso tragico destino. Sono stati trovati senza vita uno vicino all’altro e così, ancora una volta vicini, hanno ricevuto l’ultimo saluto nella chiesa di santa Maria Assunta.

Fausto Fortuna, idraulico di 37 anni e Adriano Fortuna, 42 anni agente penitenziario, erano entrambi sposati e tutti e due avevano una figlia. Nessuno a Barbarano sospettava che facessero uso di stupefacenti. Ma l’eroina che si sarebbero iniettati sabato notte, è stata letale. Forse era troppo pura o mal tagliata. I loro corpi, possenti e muscolosi, non sono riusciti ad opporre alcuna resistenza.

Ieri pomeriggio, le bare ricoperte di fiori si sono fermate alla porta d’ingresso di Barbarano Romano dopo il viaggio che le ha riportate a casa. Per alcuni giorni, infatti, le salme erano state portate nell’obitorio dell’ospedale Belcolle di Viterbo per permettere al medico legale di eseguire l’autopsia.  Appena rientrate a casa, gli amici più stretti di Fausto e Adriano Fortuna le hanno prese sulle spalle e le hanno accompagnate all’interno della chiesa.

Il parroco del paese, don Enrico, ha celebrato l’omelia di fronte a una grande folla che la basilica non è riuscita a contenere. Molte persone sono rimaste fuori al sagrato per partecipare comunque e stringersi alla sofferenza della famiglia Fortuna.

“Stavolta la morte ha colpito nel segno – ha detto don Enrico -. Ci sentiamo sconfitti, ma non eliminati. Dio sconfiggerà la morte e noi dobbiamo continuare nel nostro cammino di fede per arrivare al giorno in cui vinceremo anche insieme ai nostri cari Adriano e Fausto”.

Poi un collega di Adriano ha voluto leggere qualche riga in sua memoria. “Era un gigante buono – ha detto con la voce rotta dall’emozione -. Coraggioso e sempre disponibile. Forte, ma allo stesso tempo gentile. Ma quel gigante buono, aveva un’anima troppo fragile. Dobbiamo però pensare che lui è ancora con noi, perché nessuno lo dimenticherà, questo è certo”.

 


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