Viterbo – Giulia Cima terza ai Mondiali di body building.
1,76 metri per sessanta chili, 48 anni e fisico statuario. Giulia Cima di Grotte Santo Stefano, ma viterbese nel cuore, è l’esempio che la forza di volontà e il sacrificio, nella vita, pagano. Lo scorso fine settimana ha partecipato alla 44esima edizione degli Italiani di body building a Sapri, in provincia di Salerno. Una tre giorni internazionale che l’ha vista trionfare con il terzo posto ai Mondiali.
Istruttrice, mamma e lavoratrice, ora si sta preparando per i Mondiali in programma il 25 ottobre al PalaCavicchi di Roma. Determinata più che mai a vincere e a salire sul gradino più alto del podio.
“Ho partecipato alla gara con oltre duecento atleti – ha detto la Cima -. Il primo giorno erano previsti gli Italiani, il secondo i Mondiali e l’ultimo gli Europei. Ho fatto la prima gara nella categoria Fashion con bellissime ragazze e sono arrivata settima. Non mi bastava e allora ho deciso di provare i Mondiali”.
Messa da parte la paura, Giulia si è lanciata in questa avventura. “Quando sono entrata, ero emozionatissima, perché con me c’era Veronica Volpato, una delle più grandi atlete che abbiamo in Italia. Mi sono detta che ormai ero in ballo e sono salita. Questa determinazione mi ha premiata visto che sono arrivata terza. E’ stata una bella esperienza che auguro a tutti perché ti valorizza come donna, persona e atleta. Ti dà voglia di continuare e migliorarti. Ora, infatti, miro al primo posto. Ho già iniziato la preparazione e, da ieri mattina, mi sono rimessa sulla bicicletta, togliendo un po’ di carboidrati”, racconta sorridendo.
Con lei in gara, ragazze con la metà dei suoi anni. “La più grande aveva 23 anni, ma non mi sono fatta spaventare. Anzi, se avessi sorriso di più, forse, avrei fatto meglio. Lo sport per noi donne è davvero importante. Ferma il tempo. Con le altre atlete, ce la siamo battuta, anche se la Fashion non è la mia categoria visto che appartengo al fitness. Questo non è bastato a buttarmi giù e ho continuato”.
La preparazione per la gara di sabato è andata avanti per un anno. Oltre all’attività fisica, Giulia è stata attenta all’alimentazione. “Mi sveglio la mattina e faccio un’ora di cardio, poi vado sotto la doccia e mi peso. Dopo mi fotografo e mando le immagini a chi mi prepara. Faccio un abbondante colazione a base di tre o quattro fette biscottate, sette albumi, proteine, tre bicchieri di acqua e integratori. A volte sulle fette biscottate metto la ricotta, che mi fa impazzire, ma so che non potrei. A metà mattinata, pranzo, merenda e cena mangio pollo e proteine con verdure. Poi acqua, acqua, acqua. Accorgimenti che servono per far uscire le vene. L’allenamento pomeridiano è duro, ma si affronta. Si parte da una massa muscolare e poi la si fa crescere e si definisce. Il sabato e la domenica si fa “posing”, per cui si fanno esercizi per tirare fuori i muscoli. Un’attività intensa insomma”.
Giulia va avanti con grande entusiasmo. “Dire che è un sacrificio non è esatto e mi pare più che altro un limite che mette la gente che non ha voglia di allenarsi. Lo stesso per chi dice di non voler fare questo sport perché non vuole trasformare il proprio corpo. Lo sforzo più grande non è l’attività fisica, che più o meno facciamo tutti, ma la dieta. Mi piacciono tanto le ciliegie e qualche giorno fa, al supermercato, le ho prese in mano, ma poi le ho riposate. Bisogna essere forti e avere temperamento”.
Decisivo è anche il tenore di vita. “Devi sempre stare tranquilla e serena, evitando ciò che innervosisce e che può aumentare i livelli di cortisolo, un ormone che tende a gonfiare. Serve solo una grande motivazione e il saper rinunciare”.
Nonostante lo sport, Giulia continua a lavorare. “Avevo un’agenzia immobiliare e ora ne ho una di servizi. Ho preso però un periodo di pausa per dedicarmi alle gare e alla preparazione”. La cura del corpo è un vizio di famiglia. “Adesso, mi occupo di mia figlia che ha 17 anni. Il prossimo anno mi piacerebbe salire sul palco con lei e vederla vincere. Sarebbe un’immensa gioia”.
E proprio lei ha iniziato fin da piccolissima. “Ho fatto judo da 5 a 16 anni e sono cintura marrone. Ero di una magrezza esasperante per cui mi spesso mi chiamavano “scopa vestita”. E’ per questo che ho iniziato a fare pesi e mangiare frutta secca per ingrassare. Mi sono poi innamorata di questo sport e ho preso brevetti di pump, step e aerobica. La mia passione più grande però sono i pesi. Quando sono in sala attrezzi tiro fuori il meglio di me”.
Giulia è inarrestabile e ora il suo sguardo è rivolto al Mondiale. “La Volpato è molto forte – conclude la Cima -. Incontrandola dietro le quinte di una gara, mi ha anche detto una cosa che mi ha toccato e cioè che ero molto bella e muscolarmente perfetta. Mi ha dato speranza. Sono competitiva nell’anima per cui lotterò all’Ibfa del 25 ottobre a Roma perché voglio rubarle quel primo posto”.
Pippi


