Viterbo – (g.f.) – A Grotte santo Stefano è consigliabile non morire.
Mentre il comune si è incartato con i project financing per l’ampliamento della struttura, sospendendolo, con la società che ha fatto ricorso al Tar, chi purtroppo nella frazione di Viterbo si trova nella situazione per definizione definitiva, ha un bel problema. O almeno i suoi familiari.
“Non essendo possibili nuove tumulazioni – spiega il consigliere comunale Micci (FI) – i cittadini sono costretti a far tumulare i propri cari a Viterbo, San Martino o zone limitrofe”. Chissà per quanto ancora.
“E’ l’ennesima dimostrazione della superficialità con cui opera l’amministrazione Michelini – continua Micci – nel rapportarsi con i problemi importanti di Viterbo e delle frazioni. Solo buoni propositi e promesse sistematicamente disattese”.
Sul cimitero: “Nonostante all’epoca l’argomento sia stato trattato ampiamente – continua Micci – e i consiglieri di minoranza abbiano dato indicazioni su come affrontare il problema, l’assessora Raffaela Saraconi ha voluto intraprendere una strada che ha portato al mancato ampliamento e per ora non si capisce nemmeno come andrà a finire.
Si dovrà pronunciare il Tar e pure ammesso che dia ragione al comune, prima del 2016 non se ne parla”.
Nel frattempo, tutto fermo. “Vista la situazione così come si sta ponendo – conclude Micci – i consiglieri di maggioranza se la prenderanno la responsabilità di votare in consiglio comunale la revoca definitiva del project financing? Quanto costerà al comune?”.
