Tarquinia – Riceviamo e pubblichiamo – Da almeno un mese stiamo assistendo a un balletto politico sulla questione dell’autostrada Tirrenica.
Da un lato vediamo come tutti, indistintamente, si siano rassegnati al fatto che la strada consolare per eccellenza, l’Aurelia, venga privatizzata.
Dopo 2300 anni qualcuno ha deciso che la strada costruita dal console romano Aurelio e lasciata in eredità a tutti noi debba diventare proprietà di qualcuno e che quel qualcuno debba farci dei profitti.
Non solo facendo pagare il pedaggio ai cittadini, ma ottenendo anche soldi pubblici per iniziare l’opera di privatizzazione. Le famose privatizzazioni con i soldi pubblici, una pratica tutta italiana che sarebbe bene evitare in ogni ambito e non solo in questo caso.
Siamo rimasti basiti dalle parole del parlamentare Pd della Tuscia, Alessandro Mazzoli, che ha messo la realizzazione della tirrenica in cima a tutte le priorità del nostro territorio. Abbiamo accolto con tenerezza le parole del sindaco di Tarquinia che si lamenta per il mancato coinvolgimento delle ditte locali nei lavori di realizzazione dellautostrada. E tralasciamo volentieri le parole dell’assessore provinciale ai lavori pubblici, riguardo un quanto mai improbabile coinvolgimento della S.A.T. nell’adeguamento della strada Valle del Mignone.
Almeno fino ad oggi, quando il consigliere regionale Panunzi, con un ulteriore comunicato stampa, cerca di tenere tutto dentro e aggiunge ulteriore carne al fuoco. Tanto per non farci mancare nulla, si recupera la sempreverde Super Cassia, si conferma l’utilità strategica della dorsale tirrenica e – in uno slancio di lucidità – viene finalmente citata l’unica infrastruttura degna di priorità e di in attesa di completamento da più di 40 anni, la trasversale Orte-Civitavecchia.
Pensiamo che quest’ultima sia l’unica opera veramente prioritaria, insieme al potenziamento della rete ferroviaria e in generale del trasporto pubblico. Tutto il resto sono farneticazioni su infrastrutture prive di un reale impatto sull’economia della Tuscia.
Lasciamo che l’Aurelia torni a essere un patrimonio di tutti, come è da oltre 2000 mila anni: impegnamoci a preservarla e renderla più sicura, per garantire a tutti il diritto alla mobilità. Per oggi e per i cittadini che la useranno per i prossimi 2000 anni.
Sinistra Ecologia Libertà – Federazione di Viterbo
