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Mancinelli: “Fuori misura appellarsi al metodo Renzi”

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Sandro Mancinelli

Sandro Mancinelli

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Caro Innocenzi,

Se anche il buon Aldo Fabbrini, al quale certo non possono imputarsi caratteri di animosità o minime defezioni in trenta e più anni di esperienza politica nell’area “popolare” fino al Pd, intervenendo nel ieri dibattito ha ritenuto i toni e le parole introduttive di Calcagnini, sopra le righe ed eccessive, direi che è la conferma che ce n’era abbastanza per risentirsi.

Lasciar cadere da parte sua espressioni come “protagonismi personali, piccoli interessi di parte, di bottega, vergognoso mercato delle vacche” , questo sì sconfina dalla litigata, che pure ci sta quando il confronto è acceso. In maniera capziosa si insinua chissà quale interesse privato, un “particulare” non meglio definito e quindi ancor più torbido , illecito. E’ quel dire e non dire, sottile ed acuminato , come l’armai dei sicari negli agguati medievali.

Allora Martina è giovane ed animosa, a differenza di Aldo; io per carattere ed età un po’ meno purtroppo, ma sottoscrivo con piena facoltà e avendo ben meditato per intero lo sfogo di Martina; voglio associarmi al comune reato di blasfemo e ribelle e quindi al minacciato l’esilio da questo partito di cui mi onoro a Viterbo di avere la tessera numero due, dopo quella di Severo Bruno che non sentì ragioni nel volere a tutti i costi la prima.

Me ne renderà merito assistendomi bonariamente nel giudizio della magistratura interna che mi aspetta. Comunico che faccio parte dell’assemblea comunale, di quella provinciale ed anche di quella nazionale, così con una marca da bollo si sistemano tre posizioni.

Detto questo, e mi ripeto, aggiungo che mi pare assolutamente fuori misura appellarsi, in questa circostanza, al cosidetto metodo Renzi.

Caro Innocenzi e cari tutti, per prima cosa sarebbe carino che l’esercizio di una tale presunta prerogativa decisionista non venisse invocata da chi – fino all’ultimo – ha fatto di tutto per opporsi a Renzi e condivide quasi sistematicamente il dissenso su quasi ogni proposta del nuovo corso, facendosene nel contempo buon ultimo e fervido fan, tanto per non venire meno alla buona regola Francia o Spagna. Poi nel merito lì la discussione è veramente infinita e l’esigenza di finirla – fermo restando il diritto al dissenso – è più che matura e sostenuta da un mandato ed un percorso democratico più che corposo.

Nella circostanza invece Calcagnini si riduce all’ultimo, dopo mesi di cortesi solleciti in cui avremmo avuto tutto il tempo dialogare: convoca una riunione, che inizia alle 18,30, che tra introduzione letta con cadenza attoriale, argomentata esposizione di Luisa, presa d’atto al momento del documento finale si porta via un’ora circa, per iniziare l’atteso dibattito alle 19,30.

Avvertenza preliminare: vista l’ora, i tempi sono contingentati a scarni 5 minuti. All’avvicinarsi delle 20 infatti s’alza , prima come venticello, e poi come bufera , da parte di un pezzo di platea evidentemente già sazia di tutte ste chiacchiere, l’invocazione “al voto, al voto”, che si consuma con una piccola ressa intorno al tavolo della presidenza per sveltire l’uscita. Oggi – su Tusciaweb – apprendo dei numeri. Dov’è lo streaming? mi viene da implorare. Non facciamo paragoni per carità.

Il merito: il documento “votato” ci gira intorno e – se davvero dovesse orientare il gruppo nelle determinazioni penso sarebbe un bel problema. Diciamo che è una sorta di carta bianca per un proposta della giunta, a cui vorrebbe porre il sigillo dell’ufficialità e dell’ortodossia.

Rinnovo la questione: si dica se e quanto di pensa di aumentare il carico tributario , quanti euro dobbiamo in più chiedere ai cittadini. Semplice . questo era ed è il punto. E’ legittimo sostenere che forse si dovrebbe e potrebbe ancora vedere di ridurre sprechi e spese; che forse c’è spazio per questa impostazione prima di procedere ad aumentare. Non io , ma nemmeno i consiglieri, tutti quelli ieri presenti ed intervenuti, nel mentre si chiedeva loro di esprimere una fiducia incondizionata (testualmente dalla relazione) hanno esplicitamente affermato di voler prima avere chiari prima , non i dettagli minuti, ma almeno l’impianto e le coordinate di fondo della manovra, tra cui quella di aumentare o no i tributi non mi pare residuale.

Aggiungo che per coerenza il nostro gruppo, e particolarmente nell’esperienza Marini – argomentando e non in maniera propagandistica – s’è sempre battuto per questa linea, che era nel programma (lotta all’evasione/elusione – modularità accentuata le parole d’ordine ), che è la linea del governo che sosteniamo, che è pratica concreta dello stesso segretario del Pd come amministratore provinciale e comunale, che le tasse le ha casomai sempre abbassate. Se si vuol fare i “renziani” lo si faccia anche su queste cose.

Questa mi pareva dovesse essere la discussione secondo alcuni. Per lesa maestà, va stoppata in maniera così sbrigativa e confinata nell’eresia definitiva? e non si può nemmeno dire ahi sennò il caporale di giornata s’offende? Suvvia.

Sandro Mancinelli


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