Viterbo – (g.f.) – In sottofondo la musica dei Queen, We are the champions, sullo schermo gli scatti di Caffeina 2014. Per una volta a piazza san Lorenzo, seduti non ci sono gli spettatori che a migliaia tutte le sere hanno riempito le arene, ma i volontari, il motore del festival.
Terminato l’ultimo appuntamento in programma, mentre lungo le vie già si cominciano a smontare le strutture, di fronte al palazzo dei Papi si fa festa.
E’ l’una passata quando Filippo Rossi e Andrea Baffo salgono sul palco per ringraziare tutte le persone che hanno reso possibile l’ennesima edizione.
La scelta del brano di sottofondo non è a caso. I campioni sono i ragazzi seduti, che per dieci giorni hanno fatto sì che la macchina funzionasse in modo impeccabile. Tanto da ricevere i complimenti dai responsabili della Polizia di stato per l’organizzazione, dopo il concerto inaugurale e da David Grossman, autore di fama internazionale, che è rimasto in città anche ieri a correggere le bozze del suo nuovo libro. Esprimendo il desiderio di presentarlo di nuovo a Caffeina.
Campioni sono i volontari, ma con attestati del genere, campione è stato pure il festival.
Quello 2014, il migliore di sempre. “Il bilancio è facile – spiega Andrea Baffo – è stata l’edizione di Caffeina migliore mai realizzata. Tutto questo, grazie a voi”.
L’elenco delle persone cui dire grazie è lungo. Dal palco ci provano a ricordarle tutte, ma già solo raggrupparle per il tipo di lavoro svolto, autisti, tecnici, addetti alle piazze, accoglienza, è lungo. Il motore di Caffeina ha un’infinità d’ingranaggi, che hanno funzionato alla perfezione.
Ragione in più per festeggiare. “La sensazione è che ognuno di voi – continua Baffo – è sembrato che non avesse fatto altro nella vita. Vi dobbiamo dire grazie, voi siete le gambe con cui ha viaggiato quest’idea di città”.
Pure a chi ha lavorato dietro le quinte, come Alessia, che a Casa Caffeina ha organizzato i pasti per i volontari e gli ospiti.
“Oltre ad Alessia – ricorda Filippo Rossi – pure i ragazzi dell’Alberghiero, hanno fatto un lavoro meraviglioso”. A chi ha gestito la libreria. E’ la prima volta che il festival lo fa in modo diretto. “E’ stata una faticaccia, non lo pensavamo – ci scherza Rossi – quanti libri ci hanno fregato in media?”. Il dato non è ancora disponibile…
C’è pure chi al festival ha lavorato dalla mattina a notte fonda, senza nemmeno vederlo un minuto: Valeria, Vanessa e Monica.
La loro Caffeina l’hanno vissuta tutta dalla sede della fondazione, a coordinare.
In piazza si fa festa, ci si applaude a vicenda, ci si sfotte a vicenda, si scherza.
E’ stata una fatica, ampiamente ripagata dall’eccezionale numero di presenze, dalle persone tutte le sere in fila al villaggio Slow Food, dai locali in centro sempre pieni, ma soprattutto perché Caffeina quell’idea di città aperta, inclusiva, viva, ha dimostrato ancora una volta che non solo è possibile, ma esiste.
Sono le due quando partono di nuovo le note dei Queen. I campioni se ne vanno. Per quest’anno è finita. E il prossimo?







