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“Papa Francesco, uomo di coraggio e grande esperienza”

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Corrado Augias

Corrado Augias

Corrado Augias

Corrado Augias

Corrado Augias

Corrado Augias

Corrado Augias

Corrado Augias

Antonio Ingroia

Antonio Ingroia

Michelini, Longo e Ingroia

Michelini, Longo e Ingroia

Il pubblico all'incontro con Ingroia

Il pubblico all’incontro con Ingroia

Viterbo – (g.f.) – A Caffeina arriva Corrado Augias e di fronte al palazzo dei Papi porta la rivoluzione messa in atto da papa Francesco (fotogallery).

Piazza san Lorenzo è piena, non bastano le sedie, occorre aggiungerne altre.

Il giornalista e scrittore è atteso per parlare del suo libro “Tra Cesare e Dio. Come la rivoluzione di papa Francesco cambierà gli italiani.

Il suo arrivo è salutato con un applauso, saluta, quindi sale sul palco.

L’atmosfera è calda, ma non l’aria. “Fa un freddo cane – scherza Augias – c’è uno scialle o un plaid?”. Gli arriva una sciarpa da una signora in prima fila.

Di Bergoglio, il papa che dalle periferie di Buenos Aires è arrivato in Vaticano, ricorda quello che si è trovato una volta salito sul soglio pontificio. I problemi che ha dovuto affrontare, ma anche le differenze con il suo predecessore.

“Bergoglio – dice Augias – è uomo di coraggio e grande esperienza, ha passato gli anni dei colonnelli in Argentina.

Un prelato all’epoca doveva camminare sul filo del rasoio, per non collaborare, ma nemmeno esagerare nell’opposizione.

Ratzinger è un uomo di seminario, dove è entrato a sedici anni. Poco avvezzo alle cose del mondo. Infatti era un papa inadatto al discorso in pubblico, la sua oratoria era debole, non arrivava alle masse rispetto al predecessore”.

Poi però ha fatto qualcosa che non si era mai visto prima. “Ha abdicato, consapevole che per il suo stato di salute, temperamento, non ce la faceva a rimettere in piedi la baracca corrotta della sua chiesa.

Si è tirato indietro, portandosi dietro tutti, ha fatto piazza pulita per il suo successore”.

Francesco ha cominciato con grande baldanza. “Ha rinnovato la curia, non ha nominato cardinali che se lo sarebbero aspettato. Ne ha chiamati di nuovi per il concistoro in autunno. Pochi italiani. La chiesa cattolica è universale, se ci sono solo italiani è una parrocchia.

E soprattutto ha messo sotto controllo vero lo Ior, la banca vaticana”.

Un racconto, quello di Augias, che corre veloce, anche troppo. Ma fa freddo. Arrivano le domande dal pubblico, poi classica firma ai libri. La fila è lunga.

Alle 22.30, invece al cortile di palazzo dei Priori con Uil scuola si parla di mafia, a venti anni dalle stragi di Capaci e via D’Amelio.

Sul palco c’è Antonio Ingroia. Avrebbe dovuto esserci anche Gian Carlo Caselli, con cui l’ex magistrato ha scritto il libro L’Italia prima e dopo l’assassinio di Falcone e Borsellino, ma un imprevisto lo ha tenuto lontano da Viterbo.

Pure in questo caso, sono serviti posti a sedere extra e molti sono rimasti in piedi.


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