- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Prezzi più bassi di Bridgestone e Pirelli

Condividi la notizia:

Farnese pneumatici Spa

Farnese pneumatici Spa

Farnese pneumatici Spa

Farnese pneumatici Spa

Guardia di finanza

Guardia di finanza

Vetralla – Prezzi più bassi persino di Bridgestone e Pirelli.

Un listino da fare invidia ai più noti rivenditori internazionali di pneumatici. Peccato che, per i finanzieri, tutto questo era a dir poco incredibile.

Le fiamme gialle ricostruiscono minuziosamente i passaggi della presunta frode fiscale che ha portato al sequestro di 11 milioni di euro a carico di sei indagati. 

Tre sono i vetrallesi Maurizio e Franco Farnese, della Farnese Pneumatici Spa, con la consigliera d’amministrazione della società Maddalena Cinquantini. Gli altri tre si chiamano Gaetano Acanfora e Louis Frederick Acanfora, e la moglie e madre Linda Brusi.

C’erano loro a gestire le cartiere interposte tra la Farnese pneumatici di Vetralla e i rivenditori esteri. Risultato: Iva evasa per più di 6 milioni di euro e un sequestro per equivalente da 11 milioni, comprensivo di sanzioni e interessi.

Il provvedimento era stato chiesto fin dal novembre 2013 dal pm di Viterbo Renzo Petroselli. Le indagini si spingono ancora più indietro, fino al 2009, inizialmente coordinate dalla procura di Napoli, che concentra la sua attenzione su Gaetano Acanfora, per poi passare a Viterbo per competenza territoriale.

Il decreto di sequestro ripercorre tutta l’indagine dei finanzieri del nucleo di polizia tributaria, nel periodo 2007-2011. Gli inquirenti scoprono che il perno della frode sono le cartiere, vale a dire le società interposte gestite dagli Acanfora. Senza di loro l’evasione fiscale sarebbe impossibile. 

Nel decreto si parla di “strettissimi rapporti” tra i viterbesi indagati e gli Acanfora. Rapporti personali e commerciali, intensificati “a partire dalla primavera del 2007”, quando l’azienda di Vetralla “inizia a sostituire gli acquisit di pneumatici effettuati fino ad ora presso il fornitore tedesco, con un analogo volume di acquisti presso il fornitore italiano Centropneus Italia srl”. La ditta vetrallese continua comunque a comprare dai tedeschi. Ma, una dopo l’altra, si aggiungono ai fornitori più assidui tutte le altre società gestite dagli Acanfora.

La finanza individua un’evasione in pochi step. E’ la Farnese stessa a finanziare gli acquisti di gomme delle società cartiere presso i rivenditori esteri. In poche parole le società degli Acanfora comprano in Germania e rivendono a Vetralla, ma a un prezzo molto più basso di quello d’acquisto. Eccolo qui il listino della Centropneus, che può competere con Bridgestone e Pirelli.

Per i finanzieri, “le cartiere compensavano le perdite grazie all’Iva che la Farnese pnumatici includeva nei pagamenti, ma che le cartiere, essendo evasori totali, trattenevano anziché versarla all’estero”. L’Iva sarebbe poi stata recuperata dalla Farnese Spa “portandola a credito nelle liquidazioni periodiche, mentre le cartiere non la dichiaravano né la versavano”. Grazie alle cartiere le gomme sul mercato nazionale venivano vendute a prezzi inferiori rispetto a quelli della concorrenza. Un affare.

Maurizio Farnese si è difeso ieri con una nota inviata ai giornali: “L’Iva non è stata versata dai nostri fornitori”, ha replicato il presidente del cda dell’azienda. Ma per gli investigatori lui e gli amministratori della Farnese “non potevano non sapere quale fosse il reale ruolo delle società da cui si rifornivano dal 2007” e “non potevano non sapere che il vecchio fornitore tedesco , sostituito dalle quattro società che si sono succedute nel tempo, continuava a fornirli tramite le cartiere”. Società che, per gli investigatori, erano come “scatole vuote”: senza uffici, mezzi di trasporto, impiegati e quant’altro. “Utilizzate esclusivamente per frodare l’Iva”, secondo le indagini.


Condividi la notizia: