Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Oltre allo scaricabarile, ora anche la farsa del consociativismo sindacale.
Evidentemente il presidente uscente finge di non sapere come stanno veramente le cose. È bene riassumerle per chiarire a tutti che se Talete riesce ancora a gestire la distribuzione dell’acqua è proprio per il senso di responsabilità dei lavoratori, e non per le scelte compiute dai vari presidenti e dalle Cda che si sono succedute è fatto conosciuto a tutti che Talete si è formata con il giusto assorbimento dei lavoratori acquedottisti provenienti da aziende pubbliche e private del viterbese.
Lavoratori con anni di storia e di anzianità di servizio che per la loro professionalità e dedizione profusa per garantire il servizio in qualsiasi condizione di gestione, anche in deroga ai precetti contrattuali, gli sono stati riconosciuti dai precedenti rispettivi datori di lavoro trattamenti economici e normativi legittimi.
Trattamenti che nulla hanno a che fare con i presunti compensi di chi punta il dito ed è invece responsabile in buona parte della cattiva gestione e indebitamento della Talete. Il presidente dice e ha detto molte cose, ma ha dimenticato di dire che da anni il sindacato chiede un confronto serio e trasparente su appalti, organizzazione del lavoro, sicurezza e qualità del rapporto con l’utenza.
Il presidente si è guardato bene dal dire che per questi ultimi argomenti lo sciopero era stato proclamato a primavera e che l’incontro in sede prefettizia svolto ad aprile lo ha scongiurato.
In cambio il presidente si era assunto l’impegno di avviare finalmente il tanto atteso confronto. Dopo un paio di incontri, nei quali abbiamo definito come recuperare competenza economiche che Talete non pagava ai lavoratori, ancora una volta di fronte ai temi seri riguardanti modalità gestionali la direzione e la presidenza di Talete svanisce di nuovo.
Nell’incontro del 26 maggio scorso la direzione aziendale si era impegnata a riconvocare una riunione entro i successivi dieci giorni e invece dopo due mesi ancora nulla. Poi il presidente ha il coraggio di parlare di sciopero per protagonismo. Ci spieghi, però, per quale motivo dopo anni ancora continua a fuggire.
Caro presidente avete fatto quel che volevate senza ascoltare nessuno, mi sembra chiaro che il sindacato ha la faccia pulita. Noi siamo stati sempre per il rispetto delle regole contrattuali, per la trasparenza e la chiarezza. Non ci sono manovre politiche dietro le nostre azioni, ma il nostro unico scopo è lavorare per tutelare tutti i lavoratori, non alcuni più di altri, salvaguardare questo importante servizio e i suoi utenti, pertanto non si scarichi sul sindacato colpe che non gli appartengono e che sono imputabili esclusivamente alla politica e gestione di Talete.
Valentino Vargas
Segretario della Filctem-Cgil Viterbo
