Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Gentile direttore le scrivo questa lettera nella speranza di vederne pubblicato il contenuto che racconta quello che è accaduto alla mia famiglia nell’ultimo periodo sperando che possa essere testimonianza, una volta tanto, che oltre alla malasanità esiste anche qualcosa di buono e positivo presso l’ospedale di Belcolle.
Il 25 giugno scorso è venuto a mancare mio padre Mario Palmariello, persona buona, mite e molto apprezzata da quanti lo hanno conosciuto, che però ha avuto la sfortuna di ammalarsi di una grave malattia rara e quindi incurabile, tutto questo lo ha costretto a numerosi ricoveri presso diversi ospedali, ma in quest’ultimo periodo (da gennaio sino ad oggi) ci siamo trovati sempre presso l’ospedale di Belcolle nel reparto di medicina.
Seppur in questo drammatico momento per la nostra famiglia, noi tutti sentiamo il bisogno di testimoniare il buon operato di quanti in quel reparto lavorano: il primario dottor Mongiardo e il suo staff medico e in particolare il dottor Alberti, la dottoressa De Nitto e la dottoressa Marciani che più di altri lo hanno seguito, tutto il personale infermieristico, gli ausiliari, gli allievi ed i collaboratori che a vario genere si sono avvicendati nei giorni che abbiamo trascorso nel reparto.
Ognuno di loro a proprio modo ci ha garantito professionalità e competenza e quel calore, quell’umanità che si dona a chi fa parte di una famiglia; già perché loro sono stati un po’ la nostra famiglia in questi ultimi mesi e non ci hanno fatto mai mancare una parola di conforto, una carezza, un gesto di consolazione anche nei momenti peggiori.
A tutti loro va la nostra personale riconoscenza per quanto fatto sia a livello materiale che morale e a nome mio, di mia madre Gabriella e mio fratello Gianni a tutte queste persone voglio dire solo grazie!
Simona Palmariello
