Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Domenica 20 luglio, 34 gradi all’ombra e nel tentativo di non bere acqua all’arsenico, c’è chi ancora confida nel miracolo di trovare l’acqua a pagamento nelle mitiche, ormai famigerate casette dell’acqua.
Un miraggio nel deserto della Logica… Così si chiama la società che le gestisce e la Logica dovrebbe essere anche il buon senso degli amministratori e del sindaco nel provvedere a rendere efficiente quello che dovrebbe essere un servizio gratuito (visto che l’arsenico nell’acqua non è colpa dei viterbesi) e che è invece un disservizio a pagamento.
Nessuna delle tre casette dell’acqua dislocate un città funziona oggi alle ore 11.
Il numero da chiamare poi la vera beffa… A rispondere è un servizio automatico.
Da mesi si protrae questa situazione che è una vergogna e che costringe i cittadini a spendere cifre consistenti al supermercato per acquistare quell’acqua pura che dovrebbe uscire dal rubinetto.
I viterbesi pagano triplo per restare senz’acqua: pagano la bolletta dell’acqua corrente casalinga, le tessere delle casette dell’acqua che sono costantemente inefficienti e pagano alla fine al supermercato per un’acqua di uso domestico, per cucinare, per lavare i cibi.
Tutto questo ormai da tempo nell’indifferenza di tutti quanti hanno amministrato e amministrano questa città.
E’ evidente che a Palazzo non hanno problemi economici e hanno soldi da buttare… in acqua, peccato non sia così per tutti i cittadini.
Chi di dovere si muoverà per compiere il miracolo dell’acqua o per quanto tempo ancora dovremo leggere sul display “assenza flusso”?
Inoltre, la casetta vicina all’Ipercoop non era neanche accesa, causa assenza di corrente elettrica da ieri.
Federica Di Gion


