Viterbo – Qualcuno legge un libro iniziato da tempo, altri ne cominciano uno nuovo, ma c’è pure chi ne approfitta per ripassare qualche articolo del Codice civile o magari appunti di lavoro (fotocronaca – slide).
Non importa quello che si legge, ma la ragione per cui si sta leggendo. E i motivi che ieri hanno spinto le Sentinelle in piedi viterbesi vanno oltre il contenuto dei testi in mano.
Protestano a piazza del Plebiscito leggendo in modo silenzioso, contro il disegno di legge Scalfarotto, perché come una loro rappresentante ha avuto modo di dire prima che partisse la lettura silenziosa, a loro modo di vedere viola la libertà d’espressione, lasciando le definizioni di omofobia e discriminazione all’arbitrio dei giudici.
“In questo modo – spiegano – potrebbe essere denunciato chi si dicesse favorevole solo al matrimonio tra un uomo e una donna o contrario all’adozione di bambini da parte di coppie formate da persone dello stesso sesso”.
Per loro il Codice penale già tutela contro ogni forma di violenza nei confronti di omosessuali e dove le leggi anti omofobia sono state adottate, non sono mancati casi negazione di elementari diritti alla libertà d’espressione.
Per chi non fosse troppo convinto delle motivazioni, un libro sulla materia dovrà pur esserci. Forse.
A leggere in piazza un centinaio di persone. A radunarli, Carla Vanni. Ha un tablet, ma non legge, forse non ha caricato e-book. Scatta foto.
Fra i partecipanti, attenti a non perdere il segno, ci sono l’ex sindaco di Bagnoregio Erino Pompei, il consigliere regionale Daniele Sabatini e la comunale Antonella Sberna, Roberto Bennati, Umberto Ciucciarelli.
Ci sono ragazzi, giovani e meno giovani, c’è anche una mamma col bimbo di pochi mesi in braccio. Lo culla mentre legge.
Qualcuno passa e scambia l’iniziativa per un flash mob, chi è in macchina rallenta incuriosito e ai lati della piazza si formano gruppetti di curiosi.
A qualcuno sarà venuta anche voglia d’andare in libreria a prendere qualcosa da leggere. Un messaggio comunque è passato.






