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Talete, bilancio chiuso in attivo…

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Chiara Frontini

Chiara Frontini 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Un finale col botto all’assemblea di Talete svoltasi venerdì. E non ci riferiamo alle dimissioni del presidente del cda di Talete, che pur chiedevamo da tempo vista la totale immobilità nel risolvere il problema arsenico: il finale col botto riguarda proprio il bilancio, un bilancio incredibilmente chiuso in attivo con circa 1.500 euro di utili. Come è stato possibile, quando fino a qualche ora prima Talete ci veniva presentata come una società sommersa dai debiti, sia nei confronti dei soci (cioè i Comuni) che dei fornitori (Enel su tutti)?

La parolina magica è infatti “ristrutturazione” del debito. In sostanza, i debiti vengono spalmati, con accordi con i creditori, negli anni: vere e proprie cambiali che prima o poi qualcuno dovrà pagare. E salvo una vincita milionaria del futuro presidente al Super Enalotto, questi debiti, gravati dagli interessi, saranno certamente scaricati, ancora una volta, sulle spalle di noi cittadini con un aumento delle bollette. Non dimentichiamoci che le bollette, data la non potabilità dell’acqua causa arsenico, nel frattempo non si sono “ristrutturate” ovvero, come prescrive la legge, dimezzate.

Alcune dichiarazioni durante l’assemblea hanno poi assunto dei contorni a dir poco surreali. Ma può un presidente (ora ex) affermare che quando distaccano i contatori – operazione di dubbia legittimità – comunque, in via sperimentale, ai cittadini si lascerebbe un quantitativo di acqua perché possano cucinarsi un brodino? Verrebbe da rispondere “cucinatecelo tu con l’acqua all’arsenico”! Forse non sa che il Contratto mondiale dell’acqua, fatto proprio da alcune organizzazione internazionali come l’Onu e l’Organizzazione mondiale della sanità, ha stabilito un livello di 50litri/persona al giorno quale quantitativo minimo vitale e che i distacchi, senza aver prima verificato la solvibilità e le condizioni economiche dei morosi, sono illegittimi?

Ad ogni modo, un auspicio per la scelta del prossimo Cda: speriamo sia arrivato il tempo di risolvere i problemi e ripartire mettendo un punto alla spartizione e alle nomine politiche che hanno caratterizzato e affossato la società e il servizio idrico ai cittadini. Non è cambiando nome o corrente politica che si garantisce un efficace servizio, ma superando le impostazioni fallimentari degli Ato e realizzando le indicazioni della legge regionale in vigore da poco approvata quanto mai bisognosa di un supporto anche di quei sindaci che, acriticamente, hanno votato il bilancio.

Chiara Frontini

Consigliera comunale movimento civico Viterbo2020

 


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