Viterbo – Talete, si dimette il presidente Marco Fedele.
Al termine del consiglio d’amministrazione convocato per approvare il bilancio, Fedele ha annunciato la sua intenzione di lasciare la presidenza dell’azienda idrica, carica che ricopriva già in funzione di una deroga, in attesa del rinnovo del cda.
Con le dimissioni del presidente decade il consiglio, quindi pure il consigliere Lucidi, in base all’intesa con il presidente Talete. Mentre l’altro consigliere Piciucchi ha già rassegnato le dimissioni.
“Avevo già preannunciato al presidente Ato – dice Fedele in assemblea – in ragione del mandato conferito prima nomina con la nel 2010 e soprattutto con la proroga 2013: completare il lavoro che oggi vi ho illustrato in bilancio. Per questo vi annuncio l’intenzione di dimettermi dalla carica di presidente Talete.
Quello che mi è stato chiesto dai soci si è esaurito, è stato un lavoro positivo per la società, i numeri ne sono la fedele testimonianza”. Quindi i ringraziamenti ai sindaci, al prefetto e ai dipendenti: “Sono l’anello terminale – osserva Fedele – si interfacciano con la gente in strada, li ringrazio per il loro sacrificio, che consente d’erogare il servizio”.
Il sindaco di Viterbo Leonardo Michelini a sua volta ringrazia Fedele: “Per il senso di responsabilità dimostrato – precisa Michelini – un avvicendamento serve non perché il vecchio cda non sia stato capace, ma perché oggi vanno affrontati in modo diverso il problema”.
Un grazie al cda dimissionario e al presidente anche da parte di Paolo Equitani, vice presidente della provincia: “Perché è stato fatto un buon lavoro – osserva Equitani – nonostante le difficoltà”.
Con l’approvazione del bilancio le dimissioni diventano effettive e adesso si spera che non accada quanto avvenuto nel 2010 per il rinnovo del consiglio d’amministrazione, quando la politica riuscì a dare il peggio di sé.
Sul fronte bilancio, il conto economico chiude in positivo per 1397 euro. Per effetto anche dell’arsenico, nel 2013 si è verificata una contrazione dei consumi che si è tradotta in minori proventi per 795mila euro.
Aumenta in modo piuttosto evidente la morosità. Una vera e propria impennata, in particolare nell’ultimo trimestre 2012, pure in comuni dove storicamente si è sempre mantenuta bassa.
A Viterbo si è passati dall’11 al 21%, a Bomarzo dal 9 al 25%, a Marta dal 7 al 18% e a Montefiascone dall’11 al 23%.
Per scoraggiare i morosi, Talete sta studiando un sistema attraverso il quale ci sia la riduzione del getto d’acqua, prima del distacco del contatore. Un po’ d’acqua rimarrebbe, magari per cuocere la pasta, non abbastanza per la doccia.
Sono stati incassati 900mila euro di crediti antecedenti al 2011, che si sommano ai due milioni e mezzo del 2012.
Giuseppe Ferlicca

