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“Talete, una scelta scellerata”

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Federico Grattarola

Federico Grattarola 

Viterbo –  Riceviamo e pubblichiamo – Durante l’assemblea dell’Ato ho salutato con estrema soddisfazione gli interventi di numerosi sindaci incentrati sul buonsenso e responsabilità.

Mai mi sarei aspettato che la situazione degenerasse. Oggi l’effetto più immediato e tangibile è l’incertezza che viene scaricata addosso a Talete, ai suoi dipendenti e ai cittadini che usufruiscono del suo servizio.

La questione è delicata, e proprio per la sua estrema importanza necessitava di uno sforzo enorme da parte di tutti. Sforzo che la provincia con il suo presidente non ha voluto sostenere. E questo è un fatto grave perché, e non si può non evidenziarlo, l’ente concedente del servizio è rappresentato dal presidente dell’Ato che risulta anche essere il primo azionista di Talete.

Se non ci crede l’Ato nel futuro del gestore concessionario del servizio, chi è disposto a credere, ad investire in Talete?

 Nel corso degli anni più ipotesi di soluzione per la questione del debito pregresso sono state prospettate (contratto di moratoria con i soci, cessione delle bollette future a garanzia di credito bancario, adeguamenti tariffari, …). L’Ato non ha considerato seriamente nessuna di queste proposte, preferendo chiamare in causa ogni volta la Regione nella vana speranza di una concessione di finanziamenti.

Poi, nostro malgrado, si è compresa fino in fondo l’impossibilità di un qualsivoglia intervento pubblico in soccorso del debito pregresso e, quindi, un piano di rientro andava studiato e realizzato.

Ben venga il soggetto di diritto pubblico in grado di gestire il ciclo delle acque in questa provincia in linea con l’esito referendario. Ma nel frattempo diamo gli strumenti giusti, la liquidità necessaria a Talete affinché senza tentennamenti porti avanti il servizio che le compete…

Però cerchiamo di essere onesti fino in fondo e diciamo ai cittadini la verità e non quello che vorrebbero sentirsi dire. La situazione degli acquedotti, della rete fognaria, dei depuratori, dell’arsenico nella nostra provincia non la risolverà la forma societaria di gestione o il sistema di gestione ma la capacità, la qualità e la serietà della politica.

Quella politica che coscientemente assume su di sé l’onere di decidere in un contesto difficile. Non la politica populista ed effimera che cerca consenso nell’immediato e non considera l’effetto devastante che scaturisce dalle sue scelte scellerate.

Ecco, se veramente crediamo nella gestione pubblica, dobbiamo con altrettanta convinzione mettere in atto qualsiasi iniziativa necessaria al superamento di questa difficile situazione.

Anche un ritocco delle tariffe; a condizione che si metta in atto, come indicato dal comune di Viterbo e altri comuni, attraverso l’esercizio del controllo analogo, una fase di analisi e verifica delle scelte sia politiche che amministrative che hanno generato l’ingente debito pregresso.

Io aggiungerei…. a condizione che ci siano miglioramenti nel servizio, investimenti per risolvere le problematiche e che si inneschino tutte le azioni volte a contrastare le scelte di quei Comuni che, in palese violazione di norme di legge, non hanno ad oggi provveduto a trasferire il servizio al gestore unico.

Capogruppo Pd in Provincia Federico Grattarola


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