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Traffico illegale di farmaci rubati, otto arresti

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Il capo della squadra mobile Fabio Zampaglione

Il capo della squadra mobile Fabio Zampaglione 

Una pattuglia della polizia

Una pattuglia della polizia 

Una pattuglia della polizia

Una pattuglia della polizia 

Sutri – Traffico illegale di farmaci rubati, otto arresti. Il materiale veniva trafugato dalla farmacia-magazzino del policlinico Umberto primo di Roma e poi immessi sul mercato illegale. Tra gli arrestati anche una persona residente a Sutri.

Il blitz è scattato stamattina all’alba da parte del personale della squadra mobile di Roma e del commissariato di polizia dell’università La Sapienza, insieme alla squadra mobile di Viterbo.

Al termine di un’articolata attività di indagine, sono state eseguite otto ordinanze di custodia cautelare in carcere con le accuse di associazione a delinquere finalizzata al furto e alla ricettazione di farmaci che sarebbero stati trafugati dalla farmacia interna al Policlinico Umberto primo di Roma, su richiesta del pm del Tribunale di Roma Antonella Nespola emesse dal gip Pavone.

Le indagini erano iniziate verso la fine del 2012, dopo una serie di denunce presentate da alcuni medici che raccontavano di aver subito un furto di farmaci, d’ingente valore economico, dalla farmacia-magazzino interna al policlinico Umberto primo di Roma. I farmaci trafugati, oltre al valore economico, sono ritenuti di grande importanza sociale perché utilizzati nella cura di malattie specifiche e specialistiche.

Si tratta di 350 fiale di Enbrel, per un valore economico di oltre 80mila euro e circa 300 fiale di Humira, per un valore di circa 130mila euro. Entrambi i farmaci sono altamente specifici e utilizzati per curare artriti reumatoidi.

Inoltre era stato denunciato agli inquirenti il furto di duemila scatole di Clexane 6000, farmaco antitrombotico, di non facile reperimento, per un valore economico di 40mila euro circa; l’ammanco di circa 50 confezioni di Copaxone, non reperibili nelle comuni farmacie e di 40 confezioni di Sistiv A 600 e 80 confezioni di Pprezista 400.

Ancora più significativo era risultato l’ammanco di alcuni farmaci oncologici orali e in particolare di 10 scatole di Tarceva da 100 mg (costo pari a 52,43 euro a compressa), di sedici scatole di Tarceva da 150 mg (costo pari a 65,41 euro a compressa), di otto confezioni da 30 compresse di Sutent da 50 mg (costo pari a 170,16 euro a compressa), di sei scatole di Sutent da 30 compresse da 25 mg (costo pari ad 85,008 euro a compressa) e di 10 confezioni di Sutent da 12,5 mg (costo pari a 42,504 euro a compressa).

La mancanza dei farmaci era evidentemente non casuale, ma il frutto di una attività illecita e organizzata.

Gli uffici investigativi hanno provato ad accertare i fatti descritti per individuare i responsabili, attraverso una serie di appostamenti e servizi mirati, particolarmente complessi vista la tipologia del reato e soprattutto il contesto operativo. Infatti, nonostante la piena collaborazione degli organi dirigenziali del policlinico Umberto primo, il modus operandi utilizzato, i soggetti coinvolti e in particolare la specificità unica del luogo in questione, a cui potevano avere accesso soltanto responsabili e personale specializzato, rendevano l’attività investigativa particolarmente problematica e complicata.

Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, all’interno del gruppo c’era chi fisicamente avrebbe trafugato i farmaci per trasportarli fuori dalla farmacia, con modalità e tempi ciclici, con quantitativi minimi per non destare immediati sospetti, per poi recapitarli attraverso dei “corrieri” al capo dell’organizzazione che in precedenza ne aveva fatto richiesta.

L’indagine avrebbe fatto ipotizzare nei confronti del gruppo i connotati tipici dell’associazione per delinquere per la continuità, stabilità e intensità dei vincoli, evidenziati con una lunga serie di furti e ricettazione dei farmaci.

I promotori dell’organizzazione sarebbero: Mario Porzio, 80enne pregiudicato per ricettazione, Giampiero Montanari, 60enne e Lorenzo Montanari, 31enne. I tre avrebbero gestito le attività di approvvigionamento e di commissariamento degli ordini di farmaci da immettere illecitamente sul mercato. Porzio, attualmente in pensione ma con trascorsi lavorativi nel settore farmaceutico sarebbe stata la mente dell’organizzazione, colui che dettava i tempi e la tipologia dei farmaci da trafugare a seconda delle esigenze del “mercato”, ordinandoli materialmente ai due organizzatori del gruppo, Giampiero e Lorenzo Montanari, padre e figlio.

Il primo impiegato di banca, da poco in pensione, pare avesse la funzione di “comandare” ai due esecutori materiali quali fossero i farmaci da rubare all’interno della farmacia, consegnandoli successivamente, una volta ricevuti dai corrieri, a Mario Porzio, per l’ulteriore smercio. Il figlio Lorenzo, invece, sarebbe stato il “ragioniere” dei farmaci e quindi del gruppo, in qualità di coordinatore della destinazione dei farmaci da consegnare sempre a Porzio.

I complici sarebbero invece Oliviero Bassi, 52enne e Gianluca Mantini, 32enne, dipendenti del policlinico Umberto I di Roma in servizio proprio nel magazzino-farmacia. Questi ultimi sarebbero stati i fornitori di farmaci, trafugati da loro stessi o da altre persone che svolgevano mansioni di corrieri, come il 41enne Marco Maggi (detto Schumacher), il 40enne Manolo Giorgio e il 49enne Abdelkerim Mahmoudi, nato ad Ariana (Tunisia).

Le altre persone che avrebbero fatto parte dell’associazione sono state sottoposte a perquisizione domiciliare e indagati in stato di libertà perché avrebbero avuto un ruolo secondario.

La stima del valore dei farmaci trafugati e illecitamente immessi nel mercato sarebbe di oltre un milione di euro, di cui 400mila recuperati.

L’indagine ha riguardato anche la provincia di Viterbo poiché la squadra mobile guidata da Fabio Zampaglione, insieme ai colleghi di Roma, ha arrestato a Sutri uno degli indagati, mentre la moglie è stata raggiunta da un decreto di perquisizione. E proprio durante i controlli della polizia, in casa dell’uomo arrestato, è stata trovata un’arma clandestina con relativo munizionamento. L’uomo quindi è stato anche arrestato in flagranza per questo ulteriore reato.


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