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“Fare un’ecografia? Non c’è posto per tutto l’anno”

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Belcolle

Belcolle

Viterbo – Fare un’ecografia? Impossibile. Non c’è posto per tutto l’anno.

E’ quello che si è sentita rispondere Maria Antonia Mochi, 62enne di Bagnaia, nell’andare a prenotare un’ecografia a Belcolle.

E l’articolo uscito su Tusciaweb sull’attesa di sette mesi per un ecocardiogramma da parte di una signora, le ha fatto trovare la forza di raccontare la sua storia e provare, in questo modo, a smuovere le cose.

Cinque anni fa Maria Antonia è stata operata al Gemelli per un tumore alle ovaie. Ma, come da prassi dopo un tumore, le sono stati prescritti due controlli intorno a giugno/luglio del 2013: una mammografia, che ha fatto, e un’ecografia.

Ma per quest’ultima le è stato risposto che non c’era posto per tutto il 2013.

“Sono andata di nuovo i primi di marzo 2014 – racconta Maria Antonia – ma mi hanno detto un’altra volta che non c’era posto per tutto l’anno”.

Da lì la decisione di andare ad informarsi allo sportello del Diritto del malato a Belcolle per sapere come doversi comportare avendo necessariamente bisogno di fare l’ecografia.

Risposta: “Deve ripassare ogni tanto per vedere se c’è posto”.

Così la signora si è vista costretta a spendere 20 euro e andare a fare l’esame direttamente al Gemelli a Roma.

“Io avevo tempo e possibilità di spendere 20 euro – spiega Maria Antonia -. Ma la gente che non ha i soldi come fa? E le persone che per motivi di salute non si possono muovere da qui?”.

Ma non finisce qui. Maria Antonia tra un anno dovrà ripetere l’ecografia di controllo. E la storia si ripete. Dopo aver chiesto informazioni per la prenotazione, la risposta non è cambiata: non c’è posto. “Deve ripassare ogni tanto e vedere se si è liberato qualcosa”.

“Ma si può fare così? Stare tutti i giorni lì a Belcolle e provare per fare un’ecografia?”.

E’ normale doversi spostare in un’altra struttura per dover fare esami che potrebbero essere fatti in città? Perché le liste di attesa sono così lunghe e posto non c’è mai? Qual è la causa del blocco?

Ciò che Maria Antonia vorrebbe, e come lei tanti altri malati, è il diritto di potersi curare e controllare a tempo debito vista, in particolare in questo caso, la gravità del problema.

Elisa Cappelli


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