Caprarols – Continua il viaggio nella musica popolare internazionale del Festival “Di voci e di suoni”a Caprarola: nel prossimo spettacolo sarà possibile ascoltare il rebetiko degli Evì Evàn.
La musica rebetika, nata in Grecia nel 1922 e vietata dalla dittatura di Metaxas per i suoi forti contenuti ribelli, ha rappresentato la colonna sonora identitaria di un popolo perseguitato, oppresso, sottomesso, eppure dall’anima orgogliosa e ribelle, allergica alle regole. Un popolo sempre pronto a trasformare la tragedia in danza e ironia, così come, nell’antica Grecia, il quinto e ultimo atto delle Tragedie doveva sempre essere comico.
Le canzoni rebetike sono storie vere di amore maledetto, disavventure della vita, passione per danza, vino e narghilè, e trovano espressione in musiche dove i ritmi dell’allegria si alternano alle melodie melanconiche. Spesso definito come il blues d’Oriente, il Rebetiko è musica di porto e di periferie, di taverne, emarginazione e ribellione alle regole. E’ un lamento per una perdita, ma soprattutto una sfida alle convenzioni.
Per questo il rebetis è tornato ad essere il ribelle, il guappo e l’anticonformista in cui oggi si identificano anche le giovani generazioni che alle fabbriche tedesche preferiscono le taverne, il vino, l’amore, l’hashish e il narghilé.
Nell’Atene di oggi, a Salonicco o nella più piccola isola dell’Egeo, non c’è taverna dove non si suoni e si canti il Rebetiko e dove, dopo la mezzanotte, gli uomini, sospinti dall’ouzo, non si mettano a danzare assieme ai loro vecchi le antiche danze come il hasapiko in cui ritrovano la propria storia e l’orgoglio di una cultura che non ha mai smesso di produrre capolavori e che non morirà nemmeno sotto la dittatura dei mercati finanziari.
Il Rebetiko non ha nulla a che fare con la musica tradizionale e folkloristica, di origine rurale, ma è una litania della miseria urbana, una lirica del sottoproletariato che si esprime al chiuso, dentro locali equivoci, carceri e angiporti, fra vino e hashish.
Il nuovo lavoro discografico dell’orchestra italo greca Evì Evàn, considerata il “riferimento del Rebetiko nel nostro Paese”, si intitola “Rebetiki Diadromì”, “Itinerario Rebetiko”, perché incrocia le voci, gli strumenti e le storie artistiche di cinque prestigiosi amici della band: Vinicio Capossela, Sofia Lampropoulou, Nikos Nikolopoulos, Moni Ovadia e Daniele Sepe. Compagni di strada che provengono da diverse origini e sono in viaggio verso differenti percorsi musicali, ma che nella passione comune per la Grecia e il rebetiko, hanno trovato una taverna ombrosa in cui riposarsi e fare musica insieme.
“Rebetiki Diadromì” è un vagabondaggio lungo una strada bianca, non asfaltata, un percorso originale che intreccia storiche canzoni di Istanbul, Smirne, Pireo, Atene e un omaggio al lato rebetiko della canzone romanesca.
Appuntamento giovedì 24 Luglio a Caprarola, Palazzo Farnese, ore 21,30
Ingresso: Intero 7 euro, Ridotto 5 euro.
L’incasso sarà devoluto in beneficenza all’associazione Amistrada (Rete di Amicizia con le ragazze ed i ragazzi di strada di città del Guatemala).
