Viterbo – Tuscia, la terra dei tesori e delle ricchezze nascoste (fotocronaca).
Chi sapeva che la città, e in particolare la chiesa di San Francesco, possiede tanto materiale da poter aprire un primo nucleo di un museo d’arte moderna? Opere importanti, grandi nomi, con De Chirico che spicca fra tutti?
De Chirico. Esatto.
Per la precisione 19 opere di De Chirico, e poi un’opera di Pietro Annigoni, una di Giovanni Fattori, una di Giuseppe Cesetti.
E ancora Michele Cascella, Primo Conti, Raffaele De Marinis, Renato Guttuso, Felice Ludovisi, Umberto Mastroianni e molti molti altri. Ci sono perfino due bacheche con lettere autografe di Gabriele D’Annunzio.
Ricchezze donate anni fa a padre Felice Rossetti, francescano legato a Viterbo e amico dei più grandi pittori e scultori del ‘900.
Grazie a questo materiale, tutto da valutare, il sogno di avere un museo d’arte moderna a Viterbo potrebbe diventare realtà entro l’autunno 2014.
A proposito di turismo e a proposito di idee.
Promotore del progetto il parroco della chiesa di San Francesco, padre Agostino Mallucci.
Nel 1990 è stato fondato e intitolato il museo d’arte moderna a padre Felice Rossetti, che doveva essere situato in un’ala del convento di San Francesco, come mai non è stato mai aperto?
“Rossetti è un nostro frate, morto nel 2009 – racconta padre Mallucci – . Alcune opere sono state donate intorno al 1990, ma la maggioranza delle opere sono state donate dopo. Nel 2002-2003. Non è stato aperto perché oggettivamente c’era un problema di ambiente. Allora io ero ministro provinciale, dal 2001 al 2005, e io stesso mi opposi all’apertura effettiva finché non ci fosse stata la garanzia più assoluta riguardo al museo.
E siccome queste garanzie non c’erano è rimasto un po’ così. Il museo, così com’era stato ubicato allora, era abbastanza esposto e quindi come minimo c’era necessità di spostare il tutto in un’ala più sicura e interna.
Ecco perché non è stato mai inaugurato. Era stata fatta una sistemazione che non era eccezionale. Quindi vorremmo fare delle sistemazioni architettoniche, portarci le opere e poi aprirlo ufficialmente. Se tutto va bene vorremo inaugurarlo entro il 2014, forse a ottobre/novembre e io lo vorrei dedicare a padre Giovanni Auda”.
Quindi per poter allestire il museo all’interno del convento, ora le opere si trovano in un posto sicuro in una stanza blindata, bisogna pensare alla messa in sicurezza…
“Non è stata nemmeno fatta la richiesta ufficiale ai vigili per l’apertura ufficiale. Dovrebbero esserci almeno due porte. Due porte che, in caso di incendio, permettano di poter intervenire. I vecchi superiori non si sono mai interessati al riguardo e quindi è tutto rimasto così in sospeso”.
Il museo avrebbe delle opere di De Chirico?
“Non solo! Ci sarebbe De Chirico, Greco, Mastroianni, Cesetti, Annigoni e poi Conti, forse poco conosciuto qui in Italia, ma molto apprezzato all’estero. L’anno scorso e due anni fa, hanno avuto accesso alle opere diversi studiosi di università tedesche per visionare, soprattutto, le opere di Conti. Una volta realizzato questo museo, quindi, avrebbe un forte valore attrattivo e turistico”.
Come ha fatto Felice Rossetti a recuperare tutte queste opere importanti?
“Padre Rossetti nacque a Grotte Santo Stefano nel 1916, è morto nel 2009 ed è sepolto in questa basilica. Lui, facendo Grotte Santo Stefano parte di Viterbo, è sempre stato molto legato alla chiesa della città. Anche se risiedeva a Siena. Aveva una grande amicizia con tutti gli scultori e pittori del ‘900. E’ stato un grande scrittore e anche un grande giornalista… per cui continuamente incontrava scrittori, pittori, scultori, architetti moderni e faceva amicizia con loro. Aveva un’infinità di conoscenze. E hanno dato queste opere a lui personalmente.
Tant’è vero che padre Rossetti ha fatto 3 musei: il nostro che non è stato mai aperto, un museo simile d’arte moderna ad Assisi a santa Maria degli Angeli – sempre intestato a lui – e poi un museo di gemmologia nella sua Grotte Santo Stefano. E’ riuscito con diversi autori, anche con Ioppolo, a fare diversi monumenti a san Francesco e ai genitori di san Francesco. E addirittura alla madonna dell’Autostrada. Se si passa da Orte c’è una grande Madonna sull’autostrada che è opera di Ioppolo, fatta fare da padre Felice Rossetti.
Lui per l’arte aveva un debole. E questi artisti, anche non cristiani, erano suoi amici. Li portava spesso anche qui in convento, oppure a Roma o a Siena, e stava con loro, lui invitava loro o loro invitavano lui a casa. Molte volte ha battezzato parenti, figli, nipoti di questi artisti. In incognito perché non voleva nessuna pubblicità. Immagini che De Chirico gli ha lasciato tutti i suoi colori, i pennelli, le bottiglie di vino riservate proprio a lui, a padre Rossetti. Un’amicizia molto bella, alla francescana”.
Possiamo dare un valore complessivo a tutte le opere?
“No. Già da due anni ho dei contatti con l’Università della Tuscia, con diversi professori e anche con giovani allievi già laureati per fare la schedatura, perché nessuno ne ha mai fatta una scientifica.
Mi hanno detto diversi professori che loro sarebbero disposti anche a curare il catalogo. Però occorre un fondo e io attualmente, come convento, un fondo per affrontare le prime spese non ce l’ho. Ecco tra l’altro perché abbiamo un po’ rimandato. Comunque loro mi dicono che questi pittori hanno un valore di mercato molto molto alto. E’ chiaro che molto spesso l’opera d’arte, soprattutto moderna, è legata un po’ al sentimento, per cui un’opera di De Chirico o di Greco può valere x o x moltiplicato per 100. Già dallo scorso anno questi giovani laureati avrebbero voluto iniziare il lavoro di schedatura, però occorre un fondo iniziale. E siamo sull’ordine di 30/40mila euro solo per la schedatura”.
Non si potrebbe usufruire dei locali dell’ex distretto di fronte al convento per allestire il museo?
“Questo sarebbe molto interessante. La maggior parte dei viterbesi non conosce i locali del distretto. Lì c’era la nostra università, l’università francescana, che ci è rimasta fino al 1873 e poi è stata spostata a Roma.
Poi il convento è stato confiscato. Lì hanno vissuto 32 papi e anche san Bonaventura. Quindi lì di locali ce ne sono tanti, c’è il chiostro ad esempio, come in tutti i conventi francescani, e intorno ci sono una serie di sale. Al secondo piano ce ne sono altre. Se ci dessero il chiostro potremmo utilizzare i locali intorno per metterci tutto il museo e fornirlo di sistemi ultra moderni che, attraverso i media e collegati ad altre opere degli stessi autori nelle varie parti del mondo, possano offrire un cammino culturale per integrare le informazioni che il turista apprende qui. Come poi funzionano i grandi musei esteri.
Qui a San Francesco, invece, sarebbero risicati perché c’è la parrocchia, c’è il convento, c’è l’archivio storico. Ecco perché farebbe molto comodo il distretto. Il tempo adesso è molto maturo perché l’opinione pubblica, non soltanto quella viterbese, comincia a capire il discorso che i locali militari starebbero meglio fuori dall’ambiente cittadino per evitare il rischio di attentati.
Perché se qui davanti alla nostra chiesa venisse un attentatore, un violento che vuole buttare una bomba lì, in centro città capiterebbe quello che è capitato nel 1944 quando gli alleati bombardarono. Perché la chiesa è stata bombardata? Perché c’era il distretto. E dal distretto che c’era una volta, adesso c’è il comando militare, il che è peggio. Quindi la gente oggi capisce che queste cose dovrebbero stare fuori dalla città. Inoltre questi locali storici potrebbero essere fruibili alla gente… al turista che viene qui a Viterbo che cosa glie ne importa del distretto?
Gli interesserà di più vedere il convento che esiste dal 1200, che ha quindi una storia ed è un punto di riferimento ideale per il francescanesimo. A me non interessa la politica. Però se il ministero della Difesa decidesse di spostarlo farebbe un’opera molto interessante per loro e per la cittadinanza. Prima non c’era questa sensibilità. Oggi c’è”.
Una volta la Pietà di Sebastiano del Piombo si trovava qui nella basilica di San Francesco.
“Sebastiano Luciani, detto Del Piombo. Era del Veneto e ha cominciato a dipingere con Michelangelo. Tant’è vero che molte delle sue opere, compresa la Pietà che stava qui a san Francesco, risente della sua influenza. Inizialmente, infatti, molti attribuirono l’opera proprio a lui. Si chiamava Del Piombo perché andava spesso a Roma per seguire Michelangelo che lavorava lì. Così il papa del tempo, per tenerselo caro, lo fece responsabile del piombino di san Pietro che era l’antico piombo che rappresentava il timbro del papa.
Era una carica onorifica però in qualche modo lo legava al Vaticano e veniva stipendiato. Lì conobbe un viterbese – un chierico poi diventato monsignore -, Giovanni Botonti, che lavorava in Vaticano. Botonti, che faceva parte di una famiglia nobile di Viterbo, chiese a Sebastiano di realizzare la Pietà, un’opera che fosse fatta apposta per questa chiesa. Lui voleva essere sepolto in questa chiesa sotto la Madonna che avrebbe chiesto a Sebastiano. Con un rogito di fronte al notaio il 6 settembre 1528 chiese che quest’opera fosse tutta sua e che potesse essere messa in questa chiesa. Pagò, quindi, non solo l’opera, ma anche la sistemazione nella chiesa. E l’opera è stata qui fino al 1873. Quando il convento e la chiesa vennero confiscati venne tolta la tela perché lo Stato voleva restaurarla.
E’ stata quindi portata a Roma per il restauro, è tornata nel 1911 e messa nel museo comunale. Nel 1912 circa, la chiesa è stata restituita ai frati, perché i frati si lamentarono col Vaticano e il ministero della Pubblica istruzione. La chiesa venne riaperta fino al bombardamento del 1944. Durante la guerra la tela venne riportata a Roma per un secondo restauro e poi nel 1956 circa venne portata definitivamente nel museo civico. Ci fu una grande polemica, anche con padre Auda, perché tutti volevano che la tela tornasse qui. Nella chiesa di san Francesco è rimasta solo la cornice in pietra. Ma quella cornice piange.
La chiesa di San Francesco è in penombra. E lo stesso chiaro scuro c’è nel dipinto. C’è un fascio di luce molto forte che illumina il Gesù deposto sul lenzuolo bianco. E c’è il contrasto fra il corpo illuminato del Cristo e la Madonna che sta dietro con le mani come strette in due pugni, come ad esprimere il dolore e l’urlo silenzioso per il figlio morto. Il drappeggio della Madonna contrasta con il bianco del lenzuolo e crea quella luce caratteristica per cui la chiesa di San Francesco è il luogo ideale. Sarebbe bello poter avere almeno una riproduzione”.
Elisa Cappelli
Chi era padre Felice Rossetti
Padre Felice (Nazzareno) Rossetti, francescano minore conventuale, n. a Grotte S. Stefano (VT) il 15/10/1976, ha conseguito i gradi accademici a Roma, presso la Pontif icia Facoltà Teologica dell’Ordine e I’Università Gregoriana; è stato docente di Diritto Canonico, Teologia Morale, Sacra Eloquenza presso il Seminario Filosofico-Teologico, in Assisi; dove ricoprì anche gli Uffici di Giudice Presinodale, Assistente dell’U.C.l.M. e della S.S.S.A. diocesani, Direttore dell’lstituto Teologico per Laici.
Successivamente, in Siena, quelli di Membro del Comitato Permanente per la Cultura Popolare presso il locale Provveditorato agli Studi e della Commissione d’Arte Sacra di Siena.
Esordì come oratore nel1942 nella Chiesa di Santa Bonosa-Roma, annunciando poi il messaggio evangelico in chiese, teatri, sale, congressi, in quasi tutte le principali città italiane ed anche attraverso i mezzi della comunicazione audiovisiva.
Autore di numerose pubblicazioni saggistiche, narrative e agiografiche, tra cui: “La croce sulla collina gialla” (Ed. Messaggero-Padova), “S.Francesco e i carcerati” (Dall’Oglio-Milano); ‘Alla tomba di S.Francesco” (S.E.l.-Torino); “Gli Scelti” (Ed. Ragate-Roma); “Ugo Tarchi architetto della Cripta di S. Francesco d’Assisi” (Ed. Pistolesi-Siena); “l genitori di S. Francesco” (Ed. Pistolesi-Siena), alcune delle quali tradotte in varie lingue.
E’ stato direttore delle Riviste dell’Ordine “ll Missionario Francescano” – Roma; “S. Francesco Patrono d’ltalia” – Assisi. Collabora attualmente a varie riviste.
Ha realizzato: la “Galleria permanente d’Arte Sacra francescana di ispirazione francescana” (Assisi 1955); la “Collezione d’Arte Moderna con annessa Biblioteca” (Viterbo 1991).
Promotore e Sponsor del “Monumento ai genitori di S. Francesco” (Assisi 1984); del “Monumento alla Virgo prudentissima” (Autostrada del Sole – casello Orte – benedetto da S.S. Giovanni Paolo ll 17 /9/t9891.
Ha intrattenuto rapporti amichevoli con varie personalità della cultura (Riccardo Bacchelli, Curzio Malaparte, Giovanni Guareschi, Giuseppe Prezzolini, Nino Salvaneschi, Bonaventura Tecchi, Giorgio Berlutti, Marco Ramperti, Guido Manacorda, Piero Bargellini, Silvio D’Amico ed altri).
Elenco degli artisti
– ALOISI FRANCO – Barca sul/a spioggio
– BATTAGLINI MARIA ROSSELLA – Composizione (rame)
– BELLINA PIETRO – Paesaggio
– Visione Ecologica – Autoritratto
– BENCIVENGA VALENTINO – Bella époque
– BENCINI ENNIO – Sole sul mondo
– Profondo misfico
– Noúuro e trascendenza
– BOTTARI LORENZO MARIA – (Jomo solo
– CARAVAGGI FRANCO II fiorentino (Cristo ecologíco)
– CPOLUNI GIAMPIETRO – La corrida
– ll lupo dt Gubbio (ceramíca)
– DE CHIRICO GIORGIO – zeus 1976 (Dono della Famislia Mariotti)
– DONATI BIAGIO – Crocífissione
– DUCCI – Ritratto dí Franca Flora
– Poesoggio
– Caualli
– ESCALAR VALERY – La Triade
– Fratello t’oco
– Madonna
– Volto di Crisio
– FAUSTINI MARIA LUISA – Madonna
– Ritratto di Marco Ramperti
– Vcso con fiori
– FERRERO PIER DEMETRIO – Píazzs della Rocca in Viterbo
– GIORNARELLI I-EONARDO – Abbazio di S. Antimo
– GRECO EMILIO – Commíato n. 7
– KNEISEL ERUST HEINRICH – Madonna con í! Bambino (l)
– JOPPOLO ROBERTO – Annunciazione (terracotta)
– IGNOTO – Crocilisso in argento del Sec. XVll
– LAZZARI CAMILLO – Crocilisso (legno)
– LUDOVISI FELICE – Piazza S. Morco
– MARMZI PAOLO – Luce nelle tenebre
– MARGINE MARCO MICHELE – II Mercqto
– MARTINELU ANDREA – Presentazione al tempio (ferro)
– MASSEI GUIDO – Pagliai
– MASTROIANNI UMBERTO – Volto di donna
– MATARFSI FERRUCCIO – NoÉuro morta
– MAZZANTI ARNALDO – Frate Egidío
– MELONI ANTONIO – Torri di Siena
– MENNEY FRANCESCA – Venezia
– Soffobosco
– MORETTI NOVELLA – Madonna (ceramica)
– MORISANI ELSA – Visione di S. Pietro
– MORISANI GIUSEPPE – Ritorno dal pascolo
– II questuante
– NIGRI UMBERTO – Raccolta del grano
– OTTAVTANI – Sfrodo di Nopoli(dono di A. Sepe)
– PARLATI CARLO – Volto di Crísúo
– PAROLA NINO – II ricordo dell’Alpino
– PASCMI ALFREDO – Sonúo Gíouanna d’Arco (bronzo)
– PIER – ll rítorno di Sonfo Rosa
– PORRA’UMBERTO – Chierichetti
– PASARELU ENRiCO – Mto all’aperto
– REFOLO MARIO – Preghíera nell’orto
– SORI TONI – Fuga – Virtù e Giudizío
– TARCHI UGO – Progetto della Tombo di S. Francesco
– Progetto dí candeliere per la Tomba di S. Froncesco
– TEMPEST GERARDO – Cauallo con nosfro (l)
– TONINI FRANCESCO – Socerdote e uittima
– TORCHIO SERGIO – Darsena dí Porta Tícinese (Milano – Legno)
– Cani a caccia (Legno)
– Coso sul ruscello (Legno)
– Il corsaro (Legno)
– Nello notte (Legno)
– Romeo e Giulíetta (Legno)
– Aquíla (Legno)
– Crocilisso (legno e ferro)
– URSI’ GIUSEPPE – Paesagío
– Panorama
– VERDIROSI UMBERTO – Chí è stato?
– Ritratto di P. Felice Rossetti
– VERDURIO DELLA GIOVANPAOLA UDIA – Paesagsio onirico
Elenco degli artisti 2
– ALOISI FRANCO – La liberazione
– APICELLI CARMINE – Son Fron cesco e gli animali
– ASTURI A. – Nopoli 1985
– ANNIGONI PIETRO – Volto dí profeta
– BARTOU TULUO – Le fonti del Clitunno – Verso Ia Verna
– BATTAGUNI MARIA ROSELLA – Ritorno all’antico – omaggio alla mia Sieno
– 2 composizioni ín rame
– BENCINI ENNIO – Arcobaleno místico – Parusia – Luce – Bozzetto
– BIANCINI ANGELO – Madonna (ceramica)
– BRINDISI REMO – Cristo
– CARAVAGGI FRANCO – Crocífíssíone
– CASCELLA MICHELE – Paesassio
– CESETTI GIUSEPPE – Noúuro morta
– CHERARDUCCI GIULIO – S. Froncesco e il lupo
– CONGDON WILUAM – Luce nella camera.
– CONTI PRIMO – Astrazíone d’arte moderna
– DE CHIRICO GIORGIO – Il consolatore (bronzo)
– 13 disegni
– 4 disegni acquarellati
– DE MARINIS RAFFAELE – La pieue
– DOTTERI GERARDO – II miracolo delle rose
– FANTUZZI EMILTANO – NoúÉurno
– FATTORI GIOVANNI – Mucca
– FREMURA ALBERTO – Autoritratto
– FUMI UGOBALDO – Duomo di Oruieto e Abside della Basilica di S. Froncesco o Sieno
– GALIZZI GIOVANBATTISTA – Le ciuiltà
– GASPARRI LUCIANO – Paesaggio umbro
– GISMONDI TOMMASO – Annunciazione (bronzo)- Sculfuro con piedistallo
– GRASSI ALFONSO – II sagrestano
– GUTTUSO RENATO – Donna seduta
– KNEISEL ERNEST HEINCH – Madonna con Bimbo e Scena (argento)(ll)
– Madonna con Bambino (argento) (lll)
– Un olio
– IGNOTO – Estosi di S. Froncesco Souerio (legno) – Tempera
– Crocifisso in argento del sec. XVI
– IOPPOLO ROBERTO – lnno alla uita e Madonna
– LUDOVISI FELICE – Cristo morente
– MACCARI – Disegno
– MANFRINI ENRICO – Madonna con Bimbo (bronzo)
– MARAZZI PAOLO – La cometo (bronzo)
– MARTINELU ANDREA – Vocazione (ferro)
– MARZULLO – Disegno a penna
– MASTROIANNI UMBERTO – Et’florescenza (ramel
– MATARESI FERRUCCIO – S. Frqncesco col pane della pace
– MELOTTO VITO – S. Froncesco giouone e gli uccelli
– MORISANI ELSA – Ricordo di Lungoteuere Marzío
– MURER AUGUSTO – Crocilissione (bronzo)
– MURER FRANCO – Crocifissione
– MUSTO TARCISIO – Kolbe (bronzo)
– PALLARA LUIGI – Sceno campestre
– PAROLA NINO – Uuomo fra il bene e íl male
– PAULUCCI ENRICO – Le uele bianche
– PITZIANTI PAOLA – Prato
– RAGAZZINO – Il lebbroso e Conuersazíone
– REFOLO MARIO – S. Froncesco abbraccía íl lebbroso
– RICOO LAURA – fiori
– ROMANO MARIO – La fine della giornata
– ROSITO LEONARDO – Braccíale (oro)
– ROSSETTI – Volto di donna (l) – Volto di donna (Il)
– SALVETTI ANTONIO – Tosco morente
– SALVATTI FRANCO -Volto di Cristo
– SECOMANDI GIOVANNI – Chiostro
– SUGHI ALBERTO – AI confessionale
TEMPEST GERARD – Caualli con nastro (Il)
– VERDIROSI UMBERTO – S. Froncesco dauanti ol Croci/isso
– VINETTI DARIO – Le líberazioní
– VISENTINI GIANNI – Cristo
– ZAUU CARLO – Ilonda (ceramica)
Donazioni
A) DONAZIONE MICHELANGELO RAMPERTI
L – Due bacheche con lettere autografe di Gabriele D’Annunzio a Marco Ramperti.
2 – Quattro medaglie di bronzo donate da Gabriele D’Annunzio a Marco Ramperti.
3 – Medaglione di bronzo donato da Gabriele D’Annunzio a Marco Ramperti.
4 – Medaglia d’argento donata a Marco Ramperti dall’Associazione della Stampa Romana per
la sua attività giornalistica.
5 – Ritratto di Marco Ramperti opera di Faustini Marisa.
6 – Manzoni Dagherrotipo.
B) PRTMA DONAZTONE CASA DE CHTRTCO
1 – Camice del Maestro De Chirico.
2 – Quattro bottiglie di vino imbottigliato per il Maestro De Chirico.
3 – Foto rara ccn il Maestro.
4 – Discorso delMaestro De Chirico su I’arte sacra.
5 – Orazione del Cardinale Fiorenzo Angelini per la morte del Maestro Giorgio De Chirico
(20.17.1978), pronunciato nella Chiesa di S. Andrea delle Fratte. Roma i\22.11.1978.
c) PRTMA DONAZTONE MTSSTONE ZAMBTANA O.F.M.CONV.
Serie di raffigurazioni in avorio.
Donazioni 2
A) SECONDA DONAZIONE CASA DE CHIRICO
Elenco oggetti appartenuti a Giorgio De Chirico
– Tàvolozza con colori.
– Due pennelli.
– Due vasetti per mescolare i colori.
– Gemello da camicia.
– Cravatta.
– Pipa senza bocchino.
– Pipa con bocchino.
– Scatola da sigari.
– Antipastiera a fagiolo di porcellana.
– Tre bicchieri con stemma (tre dimensioni).
-Tazza con piattino di porcellana Bavaria con disegno floreale (rosa).
– Minibricchino da limone o latte”
– Piccola brocca di vetro.
-Tazza da consommè con piatto “Ginori”
– Piattino da dolci con disegno floreale vario “Cecoslovacchia”.
– Piattino di ceramica stile intrecciato con smerlatura a margherita.
– Pennino di penna.
– Alcune bottiglie di vino imbottigliato per il M. De Chirico.








