Roma – Riduzione della dimensione massima e del numero di cartelloni pubblicitari per favorire il decoro urbano.
Succede a Roma con il Piano regolatore approvato dall’Assemblea capitolina con 31 voti favorevoli, 2 contrari e 3 astenuti.
In sostituzione sono previsti progetti di arredo urbano, dedicare parte dell’esposizione pubblicitaria ai mercati e alle edicole. In più il divieto, anche per i privati, di mettere pubblicità con stereotipi di genere, contenuto sessista o che inciti alla violenza.
“Oggi – afferma il sindaco di Roma Marino – dopo venti lunghi anni, finalmente possiamo chiudere una vergognosa parentesi per la Capitale d’Italia: quella di cartellopoli. Abbiamo messo ordine alla giungla di cartelli pubblicitari che deturpano le nostre strade e il paesaggio urbano”.
La superficie occupata dalle affissioni sarà quindi ridotta da 232mila mq a 138mila mq al massimo. A questi si aggiungono i 9mila previsti su pensiline pubblicitarie Atac.
Sono state ridotte le tipologie e i formati delle pubblicità con dimensioni massime che passano da 4×3 a 3×2.
Stando al Vas (Valutazione ambientale strategica) saranno esclusi da pubblicità i tratti di strada vicini alle aree naturali protette.
Il territorio sarà poi suddiviso in due aree: la zona A e la zona B. La zona A (83.700 ettari) rappresenta tutte quelle aree considerate incompatibili agli impianti pubblicitari. La zona B (45mila ettari) è l’area in cui, invece, sono ammessi gli impianti pubblicitari entro i limiti previsti. A sua volta la zona B è divisa in B1, B2, B3.
Altra novità riguarda gli spazi pubblicitarin contrassegnati dalla sigla Spqr, di prorietà del Campidoglio, che passeranno da 35mila mq a 25mila mq. E la gestione sarà messa a bando, dando la priorità alle aziende virtuose.
