Viterbo – Ha urlato con tutta la voce che aveva, mentre uno sconosciuto, pressato dietro di lei, le tirava su la maglietta e le strappava i pantaloni.
Un attimo in più e sarebbe stato troppo tardi per una donna camerunense di quarant’anni, salvata in extremis dallo stupro ieri nel tardo pomeriggio, dagli agenti della Polfer di Viterbo.
Solo grazie a loro, B.V., operaio romeno di 42 anni, non è riuscito a spingersi oltre, sul treno arrivato alle 18 alla stazione di Porta Fiorentina.
La donna tornava da controlli sanitari a Roma. Agli agenti avrebbe detto di aver incontrato il suo aggressore già la mattina. “Lui è stato subito esplicito – spiega l’ispettore capo della polizia ferroviaria Nicola Di Gregorio -. L’ha avvicinata, dicendole che insieme si sarebbero divertiti. Lei, chiaramente, è scappata impaurita, per poi ritrovarselo di nuovo sul treno al ritorno”.
Puntata e aggredita, quando il treno si è fermato al binario 3. Ma la donna ha gridato e sbattuto le mani sul vetro della carrozza, tanto da richiamare subito l’attenzione degli agenti. Uno stupro sventato per un soffio. Proprio da un comando di polizia ferroviaria che rischia di essere spazzato via dalla spending review.
Di Gregorio l’ha soccorsa insieme al sovrintendente Massimo Eutizi e all’assistente capo Domenico Menichelli. “Tanto domani sto già fuori”, avrebbe detto B.V. agli agenti che lo arrestavano, mentre la donna, sotto shock, è stata portata al pronto soccorso per accertamenti medici.
Da quanto risulta agli investigatori, l’uomo era già stato indagato in passato per fatti analoghi. Violenza sessuale, ma anche rapina ed estorsione.
E’ residente a Roma. Saltuariamente fa l’operaio.
L’arresto, eseguito in flagranza, dovrà essere convalidato entro quarantott’ore dal gip del tribunale di Viterbo.
Nel frattempo, B.V. resta a Mammagialla.
Stefania Moretti






