Montefiascone – Riceviamo e pubblichiamo – Caro direttore,
confido nella tua consueta cortesia, in uno con la sensibilità della tua testata ai temi sociali di questo territorio, per porre, per il tramite di Tusciaweb, una questione che credo sia di grande importanza per la tutela della salute del nostro territorio.
Una breve premessa: la ragione della migrazione passiva dalla nostra provincia verso le strutture sanitarie di altre regioni va ravvisata, come ovvio, nella insufficienza dell’offerta dei servizi da parte del territorio; questo mi pare indubitabile, se non altro per logica.
Insufficienza quantitativa, in molti casi; in altri qualitativa, nel senso che alcuni servizi non sono offerti (il che è in parte inevitabile per le elevatissime complessità), o perché non sono ritenuti efficienti ed efficaci.
Tuttavia, è altrettanto indubitabile che la Ausl della regione vanta diverse (perfino numerose) notevoli eccellenze. Il punto dolente è che non sembra che tali eccellenze sia sufficientemente valorizzate; anzi, talvolta sono sacrificate. È parimenti indubitabile che una delle eccellenze dell’offerta sanitaria nella nostra provincia sia la ematologia.
Nel corso del tempo, le elevate conoscenze e competenze del primario sono diventate patrimonio di una equipe affiatata ed efficientissima; un valore da preservare e promuovere. Ma, invece, la storia recente della ematologia è – inesplicabilmente – un percorso cosparso di asperità. Il servizio – gli ambulatori, le cure oncologiche, le degenze – erano ospitati presso il presidio ospedaliero di Montefiascone; funzionavano egregiamente, come detto…
Poi, sono stati trasferiti a Ronciglione, nell’ambito di una complessiva – e costosa – opera di ristrutturazione del presidio di Montefiascone che ha riguardato anche la chirurgia. Questa ristrutturazione è terminata. Nel frattempo, il servizio di ematologia ha dovuto lasciare Ronciglione, anche a seguito di alcune criticità dovute alla qualità dell’acqua erogata in quel plesso. È stato, per così dire, “appoggiato” a Belcolle, tra oncologia e malattie infettive; le degenze sono diminuite da otto a cinque, l’offerta dei servizi si è ridotta, persone ammalate hanno dovuto provvedere altrimenti…
Ma si dovrebbe trattare di una soluzione provvisoria.
Altro denaro è stato speso per mettere a punto la nuova sede di destinazione di ematologia, un ritorno a casa al presidio ospedaliero di Montefiascone. Il servizio avrebbe dovuto riprendere lì l’attività il 28 giugno. Ma non è successo. Non è nota alcuna spiegazione per tanto ritardo.
Nel frattempo, mentre mi trovavo a frequentare per ragioni personali l’ospedale di Montefiascone, sentivo dire che tutti i materiali (nuovi) per il funzionamento del reparto sono accatastati disordinatamente in un qualche imprecisato magazzino; mi pare di avere compreso che nessuna regola dell’arte sia adottata per scongiurare che tale materiale non possa esser rovinato nell’attesa.
E, allora, caro direttore, per il tramite di Tusciaweb – che è la prima testata giornalistica per diffusione di questo territorio – il che è un onore ma anche un dovere di difesa di questa terra – vorrei chiedere alla governance dell’azienda, e per essa all’attuale commissario straordinario, di rispondere ad una domanda semplice: “Ce la facciamo a riaprire ematologia, a Montefiascone, per il 1 settembre 2014?”. Non è difficile (aprirla, e perciò non è difficile neppure rispondere)…
Con la preghiera di voler rassicurare i cittadini, e non smentire – per esempio – che le eccellenze della nostra sanità sono state sacrificate talvolta, per esigenze di bilancio. Non è colpa della governance… ma è vero.
La chirurgia maxillo – facciale è una eccellenza. Ma è stato reso impossibile il servizio di chirurgia su poltrona, e dunque è oggi impossibile operare una disodontoiasi. Una eccellenza sacrificata, un sacrificio imposto ai cittadini di questo territorio – che devono migrare a Roma (all’Eastman), o pagare l’odontoiatra privatamente.
Ma ematologia è una perdita che non ci possiamo permettere. E allora è necessario che la Ausl risponda alla mia domanda.
Perché, caro direttore, non voglio nasconderti il mio timore. Nel recente decreto del commissario ad acta della sanità del Lazio, il presidio di Montefiascone è declassato a casa della salute. Mi si obietterà che non è una riduzione, ma una rimodulazione. È possibile. Ma assai improbabile… ai confini con l’impossibile.
Perché le altre case della salute non ospitano strutture complesse o ad alta specializzazione. E perciò viene il dubbio che ematologia potrebbe non esser più destinata a Montefiascone. E, soprattutto, le case della salute non ospitano, per solito, reparti per acuti a indirizzo medico geriatrico. E viene anche il dubbio, perciò, che saranno persi anche i 29 posti letto di medicina geriatrica.
Perduti, perché Belcolle non ha il posto per ospitarli. Come i 20 posti letto di Acquapendente, divenuti 8 (-12), e poi neppure più questi, perché a Belcolle non ce ne sono neppure 8 di posti ancora liberi (-20).
E di qui alla ragione che ha ispirato questa mia lettera. Perché il reparto di medicina di Montefiascone è un’altra eccellenza. E ti sarò grato se, tuo tramite, potrò ringraziare il personale medico e sanitario che ha recentemente assistito mio padre. Io potevo scegliere… e ho scelto quel reparto, proprio perché è un’altra eccellenza.
Se non ci fosse stato, io avrei avuto un’opportunità di meno – noi la avremmo avuta.
Massimo Pistilli





