Roma -“Etruscologia, ora la sede è Roma ma sono disponibile a discuterne”.
E’ quanto ha dichiarato il ministro per i Beni e le attività culturali Dario Franceschini dopo il via libera giunto ieri sera in consiglio dei ministri alla riforma del Mibact. Tra i tanti temi come il Colosseo, l’area archeologica romana, la galleria Borghese, un percorso pedonale per collegare l’aeroporto di Fiumicino con il porto di Traiano, c’è anche la salvaguardia dell’Etruscologia laziale, nonostante la soppressione della soprintendenza che fino ad oggi l’ha tutelata.
“Nessun rischio per Etruscologia del Lazio – ha detto Franceschini -. Compreso quello di decidere quale sarà la sede. Ora è Roma, poi vedremo, sono disponibile a discuterne. Il problema di difendere l’etruscologia è un problema nazionale non capisco perché la questione nasce solo in una parte del Lazio, quando nelle altre regioni c’è una soprintendenza unica”.
Ad esempio in Toscana. “In merito alle preoccupazioni espresse dai Comuni del nord del Lazio a seguito della cancellazione della Soprintendenza archeologica dell’Etruria meridionale – ha continuato il ministro – vorrei dire che in Toscana c’è un’unica soprintendenza archeologica regionale e non è mai stato sollevato il problema. Non credo ci sia alcun rischio per l’etruscologia nel Lazio, con il rafforzamento della soprintendenza speciale di Roma, si potrà rafforzare anche quella del Lazio”.
L’idea, in pratica, sarebbe quella di attuare una “redistribuzione di competenze”, potenziando le funzioni della soprintendenza speciale per i Beni archeologici di Roma. A quest’ultima potrebbero essere affidate secondo Franceschini “altre isolette di competenza, cosicché la Soprintendenza regionale del Lazio potrà occuparsi in larga prevalenza del tema dell’etruscologia”.
