Viterbo – Rodolfo Feliz Castillo arrestato per evasione.
Il giocatore della squadra di baseball viterbese è stato beccato in giro per Viterbo dagli agenti della squadra mobile.
I poliziotti, coordinati da Fabio Zampaglione, lo hanno notato nel primo pomeriggio di ieri aggirarsi nei pressi dell’ufficio immigrazione di Viterbo. A pochi metri dalla questura di viale Romiti.
Castillo, 33enne dominicano, meglio conosciuto come Bryan, è tra gli arrestati della maxiretata antidroga “Babele”, scattata all’alba del 19 maggio a Viterbo. Un anno di indagini per stroncare il traffico di cocaina, eroina, marijuana e hashish in pieno centro storico. 33 arresti (uno in flagranza e 32 su ordinanza di custodia cautelare, uno dei quali rintracciato dopo una latitanza di tre mesi) e più di tre chili di stupefacenti sequestrati dall’apertura del fascicolo.
Il blitz fu eseguito dai carabinieri del nucleo operativo, coordinati dal capitano Giovanni Martufi, e dagli uomini del nucleo di polizia tributaria della finanza al comando di Domenico Costagliola.
Due i gruppi etnici che avrebbero gestito lo spaccio tra San Pellegrino e San Faustino: da un lato i tunisini, dall’altro i dominicani, tra cui Castillo. I più attivi sul mercato della droga viterbese, secondo l’inchiesta del pm Paola Conti. Anche se, accanto a maghrebini e dominicani, c’era anche un folto gruppo di italiani, quasi tutti viterbesi.
L’interbase della squadra di baseball locale finì in manette con 24 persone. Tre settimane a Mammagialla e poi il verdetto del Riesame, che sostituiva per Castillo e altri cinque indagati il carcere con gli arresti domiciliari col braccialetto elettronico. I dispositivi della discordia: arrivarono dopo una settimana di pressioni degli avvocati, allungando la detenzione in cella per Castillo & Co..
Ma nemmeno il braccialetto ha impedito a Castillo di uscire di casa.
Per gli agenti è possibile che Castillo si sia fatto trovare davanti all’ufficio immigrazione per precostituirsi una specie di alibi. I suoi movimenti dovranno essere ricostruiti, per capire se era andato altrove, prima che i poliziotti lo trovassero, e dove.
Per lui e altri dieci il processo con rito immediato è già fissato a novembre. Ora è di nuovo ai domiciliari.





