Orvieto – Riceviamo e pubblichiamo – Martedì 19 agosto l’ottava edizione dell’Umbria Folk Festival è entrata nel vivo del suo programma con il Folktrekking L’Anello della Rupe: una passeggiata attorno alla rupe di Orvieto con musica itinerante dell’Orchestra Giovanile di Musica Popolare diretta da Ambrogio Sparagna che ha previsto soste animate in alcuni siti archeologici.
Alla prestigiosa manifestazione orvietana che unisce musica, enogastronomia, tradizioni popolari e culture diverse in una formula ormai collaudata e vincente, ha partecipato quest’anno anche la Compagnia delle lavandaie della Tuscia ottenendo uno straordinario successo di pubblico e di critica.
I numerosi partecipanti al corteo itinerante del Folktrekking, intorno alle 19, si sono trovati sul loro percorso, presso il lavatoio campestre della Fontana del Leone, uno spettacolo davvero emozionante e suggestivo.
Nell’enorme lavatoio-abbeveratoio di campagna, sotto la rupe di Orvieto, la Compagnia delle lavandaie della Tuscia ha improvvisato una delle sue “Lavate-Cantate” più intense, coinvolgendo il pubblico con la gioia, l’orgoglio di esibire la propria maestrìa, l’improvvisazione teatrale e canora, la fantasia e lo scherzo, che sono gli ingredienti fondamentali del loro originale spettacolo.
Più tardi, in piazza del Popolo, insieme con la musica popolare salentina e campana del gruppo Mamma li Turchi, la vocalità antica della Compagnia delle Lavandaie della Tuscia ha continuato ad animare la serata con canti, filastrocche e giochi mimati e cantati della tradizione del lago di Bolsena.
Fondata e diretta da Simonetta Chiaretti, la Compagnia delle lavandaie della Tuscia si è confermata quella vera e propria “compagnia instabile” che era nelle sue intenzioni: un gruppo che si costituisce ogni volta attorno ad un nucleo di donne che hanno conservato l’uso e l’arte di lavare i panni nelle acque del Lavatoio pubblico di Bolsena e che si arricchisce di continuo con nuove adesioni da parte di altre donne di tutta la Tuscia che accolgono con entusiasmo l’idea di recuperare e valorizzare un’esperienza tradizionale di lavoro e di socializzazione femminile.
Nella sua composizione libera ed aperta, il gruppo ha consolidato un “carattere” inconfondibile: una vocalità femminile antica, naturale e volutamente “grezza”, con sbavature ritmiche e dal particolare timbro che sembra nascere da una ferita, tipico dei canti di lavoro. Conte, filastrocche, nenie, giochi mimati e cantati della tradizione orale del lago di Bolsena – ha tenuto ancora una volta a ricordare Simonetta Chiaretti nella sua presentazione – sono rigorosamente appresi a memoria, senza l’ausilio di spartiti o testi scritti.
L’Umbria Folk Festival – che era stato presentato alla stampa nella prestigiosa sede dell’Istituto Centrale per i Beni sonori e audiovisivi di Roma (ex Discoteca di Stato) proprio con un assaggio dell’esibizione della Compagnia delle Lavandaie della Tuscia – proseguirà fino al 23 agosto.
Il programma è di grande rilievo e prevede concerti di Caparezza (20 agosto), Asaf Avidan e Bombino (21 agosto) BandaJorona, Ardecore, il Muro del Canto e Luca Barbarossa (22 agosto), Hevia, Ambrogio Sparagna & l’Orchestra Giovanile di Musica Popolare (23 agosto, giornata dedicata ai 20 anni di Emergency).
Il prossimo appuntamento con la Compagnia delle Lavandaie della Tuscia è previsto a Bolsena, nel contesto della manifestazione “Di Tuscia un po’”, che si terrà dal 22 al 24 agosto. Lo scenario sarà quello “naturale” del grande lavatoio pubblico che, esattamente un anno fa, ha visto nascere il gruppo.
Compagnia delle lavandaie

