Viterbo – Nessun elemento oggettivo che confermi la responsabilità medica.
Taglia corto così la relazione dei consulenti della procura sulla piccola Aurora Corigliano, nata e morta dopo tre giorni, al Policlinico Gemelli di Roma.
Per il medico legale Maria Rosaria Aromatario e il ginecologo Giancarlo Di Renzo non c’è traccia di colpa medica dietro al decesso della neonata. Le loro conclusioni, depositate in procura a inizio estate, escluderebbero condotte non professionali da parte dei quattro medici e delle due ostetriche che hanno fatto nascere la bambina e tuttora indagati per omicidio colposo. Nessuna apparente negligenza. Nessun errore nella gestione di un parto in emergenza, con la ventosa e i battiti del cuore di Aurora sempre più flebili, senza capire perché.
Quindi, nessuna colpa medica, per i consulenti del pm Massimiliano Siddi. Ma neppure malformazioni o patologie congenite a segnare il destino di Aurora.
La bimba era sana. I suoi giovanissimi genitori, di origini calabresi ma residenti a Soriano, hanno sempre parlato di una gravidanza serena. Senza ombre di complicazioni. E allora, com’è morta Aurora?
Per Nunzia Rito e Gianluca Corigliano, 26 e 27 anni, era la prima figlia. Hanno sperato fino all’ultimo di vederla crescere: dalla nascita, alle 22,10 del 23 dicembre 2013, al trasferimento d’urgenza al Gemelli la vigilia di Natale. Ma Aurora non ha superato le 72 ore e la sera di Santo Stefano ha smesso per sempre di respirare.
Gli avvocati dei familiari, Stefano e Floriana Clementi, aspettano la controperizia. “Ci riserviamo qualunque decisione dopo aver letto le conclusioni del nostro consulente, il dottor Bresadola”. Mentre la procura ha tempo fino alla fine dell’anno per valutare se portare avanti le indagini o chiedere l’archiviazione.
