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Svaligiano supermercato, arrestate tre donne

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Oriolo Romano, fontana delle Picche e palazzo comunale

Oriolo Romano 

Una pattuglia dei carabinieri

Una pattuglia dei carabinieri

Oriolo Romano – Hanno fatto incetta di liquori, caffè e scatolette di tonno. Tutti articoli costosi e di marca, per un bottino di circa 600 euro. Ma non sono riuscite a scappare.

I carabinieri di Vejano e Oriolo Romano le hanno colte sul fatto e arrestate mercoledì pomeriggio, alle 16,30. Tre donne, madre, figlia e un’amica, avevano appena messo a segno il colpo alla Conad di Oriolo. La più giovane ha 22 anni. 

Hanno svaligiato il negozio in pochi minuti e forzato una vetrina. La refurtiva nascosta nei pantaloni larghi, per non farsi vedere dalle cassiere, e poi via, verso l’uscita. Ma il personale le ha notate e ha allertato i carabinieri, che non hanno perso neanche un attimo.

Immediatamente sono arrivati sul posto, riuscendo a bloccare le tre donne nel parcheggio del supermercato. Un lavoro che ha impegnato fino a tarda sera gli uomini delle caserme di Vejano e Oriolo. Ma ieri mattina, erano già state rilasciate. Condannate a cinque mesi con patteggiamento e condizionale, ma libere. Tra lo stupore del personale Conad, che si sfoga fuori dall’aula. 

“Ma qui funziona sempre così?”, si chiedono. Una ha le lacrime agli occhi. “Seicento euro è quasi il nostro stipendio. Guadagniamo quella cifra in un mese di lavoro. Non è giusto. Queste persone sbagliano e non pagano. Se fossero scappate? Chi ci avrebbe ridato la nostra merce? Avrebbero creato un danno all’azienda e a noi, in un periodo di estrema crisi per tutti”.

L’ultimo furto allo stesso supermercato di Oriolo risalirebbe a un paio di settimane fa. “Ormai è un continuo – spiegano i dipendenti -. L’ultima era una signora disperata… quando l’abbiamo scoperta si è messa a piangere. Ma queste persone non hanno rubato per fame. Si sono messe in tasca liquori e navigatori e non faranno neanche un giorno di carcere. E noi abbiamo perso mezza giornata di lavoro per venire qui”. 

La logica della giustizia è difficile da capire per chi non frequenta le aule di tribunale. Alla gente comune suona assurdo sentire che il carcere è un miraggio e che i furti sono considerati un reato lieve: chi ruba per la prima volta torna quasi sempre in libertà. Inaccettabile per chi si è ritrovato i ladri in casa o sul posto di lavoro. Ma la legge italiana è garantista: dà una seconda possibilità a chi delinque ed è incensurato. E’ il grande regalo della condizionale, applicata anche alle tre donne arrestate mercoledì: la pena resta sospesa per cinque anni. Si estingue, se l’arrestato non commette altri reati. Ma se delinque ancora, sconta la vecchia condanna e la nuova.

Ai carabinieri, risulta che le tre donne arrestate avessero precedenti di polizia: nessuna condanna definitiva, ma solo vecchie denunce, per fatti più o meno simili al furto alla Conad. Che comunque non bastano per farle finire in un penitenziario. “Il fatto in sé è lieve – spiega il loro avvocato Annalisa Avagliano -. Hanno patteggiato, quindi, comunque sono state condannate. Hanno ammesso tutto subito, riconsegnato la merce, collaborato coi carabinieri. Ma, soprattutto, la normativa è cambiata: per chi riceve una condanna inferiore ai tre anni sono applicabili al massimo gli arresti domiciliari, tranne per reati particolarmente gravi, tra cui lo stalking”.

Da noi, paga chi ruba due volte. Quando la sentenza è definitiva. Se il reato non si prescrive prima. E non è comunque detto che andrà in carcere.

Holly Golightly

 


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