Acquapendente – Restano gravi ma stazionarie le condizioni di don Enrico Castauro.
Il parroco 38enne di Acquapendente è stato salvato in extremis domenica mattina, quando ha rischiato di affogare al largo della costa di Marina di Montalto.
I vigili del fuoco sono riusciti a portarlo in salvo, insieme ad altre due persone. Ma tra i tre, soccorsi allo stabilimento “Tirreno” con la moto d’acqua, il sacerdote era il più grave.
Un volta a riva, i pompieri gli hanno praticato le manovre di primo soccorso. Un medico che era sulla spiaggia gli ha fatto il massaggio cardiaco. Subito dopo, la corsa all’ospedale Belcolle di Viterbo, dov’è tuttora ricoverato, intubato, in prognosi riservata al reparto di rianimazione.
La comunità aquesiana è molto legata a don Enrico, parroco da quattro anni e già viceparroco. “E’ un sacerdote attivo e instancabile – spiega sindaco di Acquapendente Alberto Bambini, tra i primi a fargli visita in ospedale -. Dedica ai giovani e alla comunità tutte le sue energie. L’altra mattina era andato in spiaggia per riposare. La sera prima avevamo fatto la festa di San Rocco: non la celebravamo più da sessant’anni. L’avevamo organizzata insieme a lui che, il giorno dopo, aveva deciso di prendersi una pausa dopo la messa per una passeggiata al mare. Ora siamo tutti in pena per lui”.
Anche la sua famiglia è venuta a Viterbo dalla Calabria, per stare al suo capezzale.
Ieri i medici avrebbero diminuito il dosaggio dei farmaci. “Le condizioni del sacerdote sono rimaste stabili e questo fa ben sperare – afferma il primo cittadino -. Aspettiamo con le dita incrociate di poterlo abbracciare e riavere tra noi”.



