San Lorenzo Nuovo – “Il lavoro è per la vita, non per la morte” (fotocronaca – video).
Il vescovo Lino Fumagalli, che ha celebrato oggi pomeriggio la cerimonia funebre di Fabio Lisei e Roberto Papini, lo ha ripetuto più di una volta al termine della sua omelia.
“Il mio – ha detto monsignor Fumagalli – è un grido non rabbioso ma sicuramente deciso. Il lavoro è per la vita, non per la morte. Chi dà lavoro e chi supervisiona certe mansioni delicate deve sempre assicurarsi che il rischio sia ridotto al minimo. Fabio e Roberto sono usciti di casa sereni, tranquilli, e non sono più tornati. Riflettiamoci”.
Ad accompagnare per l’ultimo viaggio i due operai morti lunedì 28 luglio nell’impianto di compostaggio Kyklos di Aprilia c’era tutto il paese di San Lorenzo Nuovo e non solo. Tra le autorità, oltre al primo cittadino del piccolo paese della Tuscia, anche quello di Orvieto e il consigliere regionale Enrico Panunzi.
I feretri che da stamattina si trovavano in una delle sale del palazzo comunale di San Lorenzo dove era stata allestita la camera mortuaria, hanno attraversato insieme la piazza, portati a spalla dai loro amici più cari, per raggiungere la chiesa. Tutto il paese era lì, ma la basilica non è bastata per accoglierli tutti. Molti sono rimasti fuori, sul sagrato, sotto un sole cocente e nell’atmosfera spettrale di un paese silenzioso per via del lutto cittadino.
Negozi chiusi, strade deserte e un vuoto immenso da colmare. Fabio Lisei e Roberto Papini non sono più lì. Il lavoro, quello che permetteva alle loro famiglie di condurre una vita “dignitosa e serena” come ha detto durante la messa il vescovo, li ha uccisi.
Tantissimi i fiori sulle bare e in ogni angolo della chiesa di San Lorenzo. Su quella di Roberto anche una sciarpa giallorossa in ricordo della sua passione per il calcio e per la Roma.
“Fabio e Roberto – ha detto ancora monsignor Lino Fumagalli – hanno terminato soltanto il loro cammino terreno, ma non sono morti. La loro vita continua, nella luce di Dio, e le famiglie devono continuare a sentire il loro amore forte e vicino. Io stesso e tutta la comunità non vi lasceremo soli e saremo sempre accanto a voi nelle nostre preghiere”.
Dopo i funerali il feretro di Roberto Papini, scortato dai membri della Confraternita, è stato portato a spalla nel cimitero di San Lorenzo Nuovo. Fabio Lisei sarà invece sepolto fuori dal suo paese di origine, ad Orvieto.
Intanto all’impianto di compostaggio Kyklos, di proprietà dell’Acea, restano i sigilli. Per la morte dei due operai è stato infatti aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico di cinque indagati: Danilo e Davide Mira, padre e figlio, titolari della ditta di Orvieto per cui lavoravano gli operai; Alessandro Filippi, presidente della società Kyklos e titolare della discarica, Sebastiano Reveglia, responsabile della sicurezza e Alessandro Pula, legale rappresentante della Eco2000.
Nei prossimi giorni, i risultati delle analisi sia del materiale prelevato al centro di compostaggio che degli organi e dei vestiti delle due vittime, potrebbero rivelare elementi più precisi agli inquirenti che stanno indagando sull’incidente. Il medico legale che ha eseguito l’autopsia sulle salme di Lisei e Papini si è preso 60 giorni di tempo per un resoconto completo.
Francesca Buzzi










