Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Io “precario” di una sanita’ “precaria”
Oggi 4 agosto vorrei festeggiare con la cittadinanza della Provincia di Viterbo l’anniversario del mio undicesimo anno di precariato presso la Asl di Viterbo.
Mi chiamo Stefano Innocenzi, da ben 11 anni lavoro come medico nei pronto soccorso della nostra provincia, “chiaramente” come dipendente a tempo determinato… “precario” quindi.
Ho firmato in questi anni circa 15 contratti di lavoro a tempo determinato, ho visitato circa cinquantamila pazienti, sono cresciuto professionalmente, mi sono sposato e sto crescendo i miei figli in questa provincia.
Ogni anno tra Natale e Capodanno aspetto di sapere quale sarà il mio destino per l’anno venturo, di sapere se potrò ancora lavorare a Viterbo o se mi dovrò trasferire come tanti miei colleghi in un altra regione.
Ogni anno ascolto vane promesse di “stabilizzazione” dai nostri politici…
Ogni anno mi domando perché voi che mi leggete ora, dovreste interessarvi al mio problema lavorativo…
Oggi ho trovato la risposta a questa domanda…
Non sono io ad essere “precario”, è la sanità laziale ad essere “precaria”… è il diritto alla salute di tutti i cittadini ad essere “precario”.
Una sanità che sopravvive grazie a medici ed infermieri che da anni lavorano con contratti a scadenza non è degna di un paese civile e non garantisce il diritto alla salute dei cittadini.
Una sanità pubblica che assume personale ormai solo tramite contratti di lavoro libero-professionale è una sanità priva di progettualità e senza futuro.
Il cittadino deve sapere che il reparto in cui è ricoverato, è aperto spesso solo grazie al lavoro di medici ed infermieri “precari”.
Il cittadino deve sapere che il medico che oggi lo sta visitando o l’infermiere che lo sta assistendo, domani potrebbe non essere più lì, perché ha terminato il suo incarico…
Il cittadino deve sapere che i medici ed infermieri che formiamo nella nostra regione spesso sono costretti a dover emigrare in altre regioni o addirittura all’estero, dove viene valorizzata la loro esperienza e viene loro assicurato un rapporto di lavoro a tempo indeterminato.
Non chiedo niente ai nostri politici, sordi e ciechi di fronte all’evidente sfacelo della nostra sanità pubblica, chiedo a tutti noi, cittadini ed operatori sanitari, di rivendicare con forza il nostro diritto al lavoro e alla salute.
Stefano Innocenzi
Fpcgil medici Viterbo
