Vetralla – Processo bis per Adrian Ciubotaru.
L’uomo condannato a otto anni per aver costretto una 30enne al sesso orale comparirà di nuovo davanti ai giudici. Stavolta quelli della Corte d’appello di Roma.
Il nuovo processo sarà a fine settembre, a quasi un anno dalla durissima sentenza del tribunale di Viterbo: otto anni per violenza sessuale, lesioni e violazione di domicilio aggravata per aver svegliato una coppia nel cuore della notte, picchiato lui e abusato di lei.
La ragazza si lanciò da una finestra per sfuggirgli. Era la notte del 10 giugno.
Lei e il compagno dormono serenamente. Non sanno che alle 2 del mattino saranno svegliati di soprassalto da Ciubotaru che gli sfonda la porta. Stando alle indagini, il 36enne è molto temuto tra la comunità romena del centro storico di Vetralla. I due fidanzati non possono contraddirlo. Hanno appena il tempo di chiedere “perché?”. Lui viene picchiato, lei trascinata al piano di sotto con una scusa e lì, costretta a spogliarsi e ad avere un rapporto orale con Ciubotaru. Al processo di primo grado, la 30enne racconta che il suo aggressore voleva di più da lei, ma si è ‘accontentato, perché aveva il ciclo’.
Le è persino andata bene, pur essendo stata picchiata, presa per i capelli, minacciata di morte e, comunque, violentata. Fino a che non è riuscita a divincolarsi e buttarsi da una finestra. Un volo disperato. Le urla. La gamba ancora ingessata quando, un mese dopo, racconta in aula quella crudele sequenza di azioni. “Mi ha dato talmente tanti schiaffi che non ho potuto mangiare per due settimane”, ha spiegato rispondendo schiettamente alle domande di giudici e avvocati.
Ciubotaru è stato assolto solo dall’accusa di lesioni seguite al volo dalla finestra. Per tutto il resto, condanna a otto anni e 15mila euro di provvisionale alla coppia, costituita parte civile con gli avvocati Stefano e Floriana Clementi. Ma per la difesa, oggi rappresentata dall’avvocato Roberto Massatani, ci sono tanti tasselli incongruenti o mancanti in quella notte da dimenticare: l’esito del processo d’appello è tutto fuorché scontato.


