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“Il romanzo degli Etruschi”, bene la passeggiata/racconto

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Un momento de "Il romanzo degli Etruschi" a Tarquinia

Un momento de “Il romanzo degli Etruschi” a Tarquinia

Un momento de "Il romanzo degli Etruschi" a Tarquinia

Un momento de “Il romanzo degli Etruschi” a Tarquinia

Un momento de "Il romanzo degli Etruschi" a Tarquinia

Un momento de “Il romanzo degli Etruschi” a Tarquinia

Un momento de "Il romanzo degli Etruschi" a Tarquinia

Un momento de “Il romanzo degli Etruschi” a Tarquinia

Un momento de "Il romanzo degli Etruschi" a Tarquinia

Un momento de “Il romanzo degli Etruschi” a Tarquinia

Un monento de "Il romanzo degli Etruschi" a Tarquinia

Un momento de “Il romanzo degli Etruschi” a Tarquinia

Un monento de "Il romanzo degli Etruschi" a Tarquinia

Un momento de “Il romanzo degli Etruschi” a Tarquinia

Un monento de "Il romanzo degli Etruschi" a Tarquinia

Un momento de “Il romanzo degli Etruschi” a Tarquinia

Un monento de "Il romanzo degli Etruschi" a Tarquinia

Un momento de “Il romanzo degli Etruschi” a Tarquinia

Un monento de "Il romanzo degli Etruschi" a Tarquinia

Un momento de “Il romanzo degli Etruschi” a Tarquinia

Un monento de "Il romanzo degli Etruschi" a Tarquinia

Un momento de “Il romanzo degli Etruschi” a Tarquinia

Un monento de "Il romanzo degli Etruschi" a Tarquinia

Un momento de “Il romanzo degli Etruschi” a Tarquinia

Un monento de "Il romanzo degli Etruschi" a Tarquinia

Un momento de “Il romanzo degli Etruschi” a Tarquinia

Tarquinia – Dopo il successo riscosso ieri sera da “Il romanzo degli Etruschi”, secondo appuntamento con le passeggiate/racconto tarquiniesi curate da Antonello Ricci e Luciano Marziano, Università Agraria e Comune di Tarquinia tracciano un bilancio provvisorio più che positivo.

Quasi duecento persone alla partenza; oltre due ore e mezzo di evento itinerante in compagnia delle prose di Stendhal, Dennis, Hamilton Gray, Lawrence ma anche dei versi di Rutilio Namaziano; trasformazione in veri e propri palcoscenici teatrali di alcuni fra gli scorci tarquiniesi “in esterni” più suggestivi – piazza san Giovanni e Belvedere –  nonché fra gli interni dei più notevoli gioielli urbanistico-architettonici del centro storico: su tutto il resto, le sale affrescate dell’ottocentesco palazzo Bruschi-Falgari – prestigiosa sede della biblioteca di Tarquinia – nonché le solenni aule degli affreschi e del consiglio in palazzo Comunale, con gli straordinari segni pittorici di Sebastian Matta e gli affreschi del ‘600 che raccontano l’evolversi della narrazione identitaria della città maremmana nel transito dal medioevo alla storia moderna.

Saluto iniziale porto ai partecipanti da Angelo Centini, già assessore alla cultura e attualmente presidente della commissione consiliare relativa nonché promotore di iniziative per la messa in valore del patrimonio culturale locale, dal teatro all’editoria.

Ha fatto un discorso di denuncia contro le accattivanti sirene del consumismo e del turismo omologato e omologante: tentazioni incarnate dalla temuta, e ancora non del tutto sventata, realizzazione, entro i confini della nostra Maremma etrusca, del parco tematico Roma Vetus, con tanto di daghe finte e corse di bighe.

Vera e propria lectio magistralis invece la “pillola” architettonico-urbanistica improvvisata nella incantata cornice di piazza San Giovanni da Luciano Marziano, che per l’occasione è salito sopra una panchina al modo degli antichi tribuni: per qualche istante ha saputo innalzare Tarquinia al rango di vera e propria “città invisibile” a la Calvino.

Hanno risuonato le percussioni di Roberto Pecci – coadiuvato, con simpatico surplus effettistico di fischiettii e cinguettii, da Olindo Cicchetti -: tra le varie tappe la più importante in sala del consiglio comunale, dove un piccolo flauto suonato “all’etrusca”, le suggestioni “pittografiche” e gli arcaismi precolombiani di Sebastian Matta, il minio sacro di Lawrence (dalle tombe di Tarquinia ai pellerossa nordamericani inurbati della metà degli anni ’30) si sono fusi in un grande momento di performance.

Il resto l’hanno fatto Antonello Ricci – con i suoi racconti “a braccio” –  e Pietro Benedetti, anche in questa occasione lettore impeccabile nonostante qua e là la pubblica illuminazione non risultasse delle più adatte per letture en plein air.

Non ha nascosto la propria soddisfazione Alessandro Antonelli, presidente dell’Università Agraria di Tarquinia che ha fortemente voluto questo primo ciclo di iniziative curate da Ricci e dedicate all’identità locale. Assente ieri sera per impegni che non era possibile rimandare, Antonelli ha già fatto sapere che “adesso tocca alla Banca del Racconto”.

Il riferimento è a “Tarquinia ‘900 – l’identità indecisa. Una comunità che cambia tra terra e turismo”: progetto di ricerca sulla memoria comunitaria e sulle trasformazioni in atto all’ombra del campanile tarquiniese che in autunno riprenderà e svilupperà alcuni spunti dello spettacolo portato in scena quasi un anno fa per l’Università Agraria e dedicato da Ricci & C. alla indimenticabile figura di Spartaco Compagnucci (alias Checchibronzi).

 


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