Acquapendente – Riceviamo e pubblichiamo l’interrogazione del consigliere regionale Fabrizio Santori al presidente del consiglio regionale Daniele Leodori sulla trasformazione dell’ospedale di Acquapendente in Casa della salute – Il sottoscritto consigliere regionale, Fabrizio Santori, ai sensi degli artt. 99, 101 e 102 del regolamento del consiglio regionale del Lazio, rivolge formale interrogazione per la quale richiede risposta scritta nei termini di legge, sulla materia in oggetto.
Premesso che
Il decreto 80 del 30 settembre 2010, nell’attuazione del piano di rientro del debito sanitario, aveva previsto il mantenimento dei servizi sanitari per quanto riguarda la struttura sanitaria di Aquapendente, identificata come zona disagiata e quindi un presidio dotato di un punto di pronto intervento (ppi);
tale decreto recitava quanto segue: “…considerata inoltre la particolare condizione geografica della struttura, le distanze e i tempi di percorrenza per raggiungere il presidio ospedaliero Belcolle di Viterbo, si dispone la riconversione del presidio in ospedale distrettuale di secondo livello (tipo C): una struttura che garantisca, oltre alle funzioni Core, un punto di primo intervento gestita da medici ospedalieri, con due posti di Obi e otto posti letto di medicina generale, con postazione del “118” ed Elisuperfice e l’arricchimento dell’offerta di specialistica ambulatoriale”.
La Regione, con il DCA 80/2010 – “Riorganizzazione della rete ospedaliera regionale” – Allegato A, ha disegnato le caratteristiche dell’ospedale distrettuale, prevedendone diverse articolazioni a complessità crescenti;
Al fine di aggiornare e contestualizzare il modello Casa della salute nella realtà del territorio laziale, è stato istituito con determinazione regionale B02406 del 13.06.2013 uno specifico gruppo di lavoro che ha elaborato il documento “Raccomandazioni per la stesura degli atti aziendali di cui al DCA n.206 del 2013, relativamente all’organizzazione delle Case della salute”. Tale documento è stato formalmente adottato con DCA 428/2013;
La Casa della salute supera i modelli utilizzati sino a oggi nelle normative prodotte a livello regionale (CeCaD, PTP, Ospedali distrettuali). Il modello rivisto dalle recenti linee guida regionali di cui al DCA 428/2013 e al DCA 40/2014, definisce i moduli di base (assistenza primaria e area pubblica – CUP, PPI, PUA, ambulatorio osservazione) e i moduli funzionali aggiuntivi.
Considerato che
Il DCA 428/2013 ha previsto la riconversione prioritaria di 14 strutture ospedaliere utilizzando quale criterio principale l’assenza di contenziosi. I Programmi Operativi 2014 – 2015 (cui al DCA 247/2014) prevedono l’attivazione prioritaria in 17 strutture.
La differenza è dovuta all’inserimento dei presidi di Acquapendente, Montefiascone e Ronciglione (ASL di VT), che non erano stati considerati inizialmente quali sedi prioritarie a causa delle attività ospedaliere per acuti, che in parte ancora ospitano, in attesa del termine dei lavori presso l’ospedale Belcolle di Viterbo; inoltre, rispetto al DCA 428, sono stati inseriti i presidi di Atina e Pontecorvo che, su azione regionale e a seguito di specifiche indicazioni della direzione generale dell’ASL di FR e dell’impegno dei comuni interessati a rinunciare al contenzioso, sono stati considerati quali sedi di Casa della salute;
Rilevato che
L’unico presidio sanitario dell’Alta Tuscia ospiterebbe solo un pronto intervento temporaneo senza personale “residente” e che pertanto l’emergenza sanitaria verrebbe così presumibilmente ed unicamente gestita dal 118 che trasferirà i pazienti in altre strutture;
tale riconversione non prevede la presenza di alcun posto letto. Verranno meno gli attuali 15 posti letto del reparto di medicina, già ridotti qualche mese fa dagli iniziali 30, rispetto al target di 8 posti letto previsti dal DCA 80/2010;
nell’Alta Tuscia non ci sono altri presidi sanitari facilmente accessibili. Orvieto dista circa 35 minuti, Siena circa un’ora;
sarebbe stato presentato un ricorso al Tar da parte dell’amministrazione comunale per scongiurare la riconversione in Casa della salute del nosocomio di Acquapendente;
Visto che
La Regione Lazio ha recentemente ottenuto 400 milioni in più per la sanità grazie al nuovo calcolo della popolazione eseguito dall’Istat;
Premesso, considerato, rilevato e visto tutto ciò
Interroga il presidente della giunta della Regione Lazio Nicola Zingaretti al fine di conoscere i motivi per cui è stato deciso di disattendere il decreto 80/2010 per quanto concerne la riconversione in “Casa della salute” dell’ospedale di Acquapendente;
conoscere se l’extra introito di 400 milioni di euro, alla luce del ricalcolo effettuato dall’Istat sulla popolazione laziale, verrà investito per aumentare conseguentemente il numero totale di posti letto a disposizione;
sapere se tali fondi verranno utilizzati per scongiurare la chiusura degli ospedali prevista nel Piano Sanitario;
espungere, stante i caratteri peculiari di suddetta struttura, il nosocomio di Acquapendente dalla lista dei presidi ospedalieri da convertire in “Casa della Salute”.
Fabrizio Santori
Consigliere regionale del Lazio membro della Commissione Salute

