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Il giorno della verità per Rotelli & Co.

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Mauro Rotelli e il suo avvocato Roberto Massatani

Mauro Rotelli e il suo avvocato Roberto Massatani

Mario Rossi e il suo avvocato Giovanni Labate

Mario Rossi e il suo avvocato Giovanni Labate

Anna Telesco

Anna Telesco

L'avvocato di Anna Telesco Luca Chiodi

L’avvocato di Anna Telesco Luca Chiodi

Il pm Franco Pacifici nella requisitoria

Il pm Franco Pacifici nella requisitoria

Viterbo – E’ il giorno della verità per Mauro Rotelli.

A sette anni dall’arresto per l’appalto delle mense, arriva la sentenza del tribunale di Viterbo.

I giudici si riuniranno oggi in camera di consiglio per decidere il destino dell’ex assessore ai Servizi sociali e degli altri due imputati Mario Rossi e Anna Telesco. Il primo dirigente comunale a Palazzo dei Priori. La seconda, titolare dell’Euroservice, società che si aggiudicò il servizio di refezione scolastica nel 2005. 

In quel bando per le mense, la procura di Viterbo ha sempre visto del marcio. Per il pm Franco Pacifici, l’appalto è pilotato. Predestinato all’Euroservice in cambio di ‘piccole cortesie’ a Rotelli. Come le assunzioni su richiesta del personale della ditta. Le tessere di An proposte ai dipendenti. I banchetti gratuiti.

Sulla base di queste accuse, per l’assessore scattano gli arresti domiciliari nel 2007. Per arrivare a una sentenza ci vogliono sette anni pieni e un processo articolato e combattuto. Una valanga di rinvii e decine di testimoni.

La difesa finalmente può spiegare la sua versione. Ricostruire la differenza tra catering a pagamento e gratuiti. Che sì, ci sono stati. Ma erano per la onlus “E’ rabbia è amore”, mentre quelli politici sarebbero stati pagati dallo stesso Rotelli. Le assunzioni non erano pilotate e “mercificate”, a mo’ di scambio. Semmai potevano essere suggerite da un assessorato che riceveva quotidiane richieste di lavoro da disoccupati e disperati. E infine le tessere. Mai firmate, quindi nulle, secondo la difesa. 

Una sentenza di condanna è già stata pronunciata ed è unanime. Accusa e difesa si sono scagliate contro i tempi abnormi della giustizia, in arringa e requisitoria. Comunque vada, il processo è morto. La sentenza di oggi – ammesso che non salti per imprevisti dell’ultim’ora, sempre possibili – sarà quella di primo e unico grado e dovrà bastare a tutti. Arriva sul filo del rasoio, con la prescrizione alle costole. Nessuno potrà appellarla. Nessuno saprà mai se Mauro Rotelli, Anna Telesco e Mario Rossi sono davvero colpevoli o davvero innocenti. Della serie, accetti questa minestra o salti dalla finestra. E lo chiamano giusto processo.


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