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L’area archeologica Acquarossa rinasce

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Museo nazionale etrusco - La sezione dedicata agli scavi di Acquarossa

Museo nazionale etrusco – La sezione dedicata agli scavi di Acquarossa

Museo nazionale etrusco - La sezione dedicata agli scavi di Acquarossa

Museo nazionale etrusco – La sezione dedicata agli scavi di Acquarossa

Museo nazionale etrusco - La sezione dedicata agli scavi di Acquarossa

Museo nazionale etrusco – La sezione dedicata agli scavi di Acquarossa

Museo nazionale etrusco - La sezione dedicata agli scavi di Acquarossa

Museo nazionale etrusco – La sezione dedicata agli scavi di Acquarossa

Museo nazionale etrusco - La sezione dedicata agli scavi di Acquarossa

Museo nazionale etrusco – La sezione dedicata agli scavi di Acquarossa

Museo nazionale etrusco - La sezione dedicata agli scavi di Acquarossa

Museo nazionale etrusco – La sezione dedicata agli scavi di Acquarossa

Museo nazionale etrusco - La sezione dedicata agli scavi di Acquarossa

Museo nazionale etrusco – La sezione dedicata agli scavi di Acquarossa

Museo nazionale etrusco - La sezione dedicata agli scavi di Acquarossa

Museo nazionale etrusco – La sezione dedicata agli scavi di Acquarossa

Museo nazionale etrusco - La sezione dedicata agli scavi di Acquarossa

Museo nazionale etrusco – La sezione dedicata agli scavi di Acquarossa

Viterbo - I lavori di scavo nell'area di Acquarossa del re Gustavo Adolfo di Svezia

Viterbo – I lavori di scavo nell’area di Acquarossa del re Gustavo Adolfo di Svezia 

I rifiuti abbandonati all'Acquarossa

L’Acquarossa in una foto di qualche tempo fa 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Acquarossa rinasce!

Nella Ferento etrusca dove la passione e l’impegno economico del re Gustavo Adolfo VI di Svezia portò alla luce le prime abitazioni etrusche d’Italia fervono in questi giorni i lavori per togliere da un oblio pluridecennale le sue importanti scoperte.

Tale rinascita si deve  all’impegno mirato della soprintendenza dell’Etruria meridionale, dell’istituto svedese di Studi classici di Roma e del proprietario del luogo Raffaele Rocchi.

Al termine degli scavi i luoghi delle più importanti scoperte vennero “salvati” con alcuni interventi che nel mentre proteggevano i resti delle abitazioni contemporaneamente ne mettevano in luce la struttura restituendo allo studioso e al turista la loro validità archeologica.

Tuttavia questi luoghi necessitavano di una continua e accurata pulizia che per vari motivi non è stata effettuata si che ben presto, e con vitale prepotenza, la natura stessa ha avuto il sopravvento obliterando il tutto sotto una coltre di fitta vegetazione arborea ed arbustiva.

La stessa zona monumentale che proprio per il suo intrinseco valore era stata protetta da un’imponente tettoia metallica, era divenuta preda di rovi, arbusti ed erbacce che nel mentre nascondevano le strutture edilizie venute alla luce lentamente le riducevano a polvere disgregando i blocchi del tenero tufo di cui erano composte. Veniva così tranciato quel fecondo rapporto reale che era ben visibile, pur nella sua virtualità, con la ricostruzione fedele esistente nelle sale del Museo archeologico nazionale della Rocca Albornoz di Viterbo.

Ciò che era visibile e fruibile nel museo non aveva più corrispondenza con il sito archeologico.

E proprio da questo luogo si è partiti per riportare alla luce il grande e unico valore delle scoperte di Acquarossa. Si è partiti dalla meticolosa pulizia degli ambienti, dei portici, delle abitazioni della zona monumentale che costituiscono il primo, importante esempio di una struttura civile e religiosa degli Etruschi nel VI secolo a.C.

Contemporaneamente l’accesso alla collina ed a questo primo monumento è stato ripulito e degnamente allargato pur rispettando l’antico tracciato viario etrusco. La zona inferiore laddove iniziava questa antica strada era divenuta nel corso degli anni – grazie a tanti viterbesi disonesti e maleducati – un immenso e indecoroso ricettacolo di immondizie di ogni genere.

Ora tutto è stato ripulito e reso degno di visite culturali e turistiche. Il primo passo è compiuto e nel proseguo dei mesi, l’intervento di pulizia e fruizione si allargherà a tutte le altre zone di scavo facendo sì che Acquarossa mostri interamente il proprio valore, archeologico, storico e turistico.

In questa ottica sono previste escursioni e visite guidate a questo singolare luogo e ad altri monumenti antichi esistenti sul pianoro di Acquarossa che ancora – sembra incredibile – nasconde e rivela aspetti singolari e misteriosi nella vallata orientale.

La sinergia concreta e non vantata tra pubblico e privato, tra istituzioni nazionali ed estere ha permesso questo primo passo verso la riscoperta e la valorizzazione d’uno dei più importanti luoghi dell’Etruria interna che ben può inserirsi in quello che è stato proclamato 2015 Anno degli Etruschi.

Paolo Giannini


Per contattarci e per segnalazioni potete inviare una email a: etruschi@tusciaweb.it

Le segnalazioni dei luoghi etruschi da visitare o abbandonati possono essere inviate anche tramite WhatsApp con questo numero 338/7796471 senza nessun costo. Ricordatevi di indicare l’iniziativa: 2015 Anno degli Etruschi – I pirati della bellezza.


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