Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Al commissario straordinario Asl, al sindaco e all’assessore ai Servizi sociali del Comune di Viterbo
Certe drammatiche situazioni che, purtroppo, interessano alcuni nuclei familiari, sembra non interessino a nessuno, tantomeno ai soggetti che, per ruolo dirigenziale o per mandato istituzionale, dovrebbero prodigarsi per dare considerazione e supporto a quelle persone colpite da gravi malattie croniche e degenerative che rappresentano un doloroso calvario per chi vive sulla propria pelle tali menomazioni fisiche e psichiche.
E’ il caso di Germano Germani che segnala quanto sta accadendo a sua figlia Alessia, da molti anni affetta da rara e progressiva patologia degenerativa che, nel tempo, le ha causato una invalidante forma di “neuropatia muscolare” e conseguente compromissione del sistema respiratorio, tanto da rendere necessario l’intensivo trattamento terapeutico nel reparto rianimazione di Belcolle.
Alessia continua a presentare difficoltà nell’espettorazione e ciò la sottopone al rischio di “polmonite bilaterale” che potrebbe rivelarsi fatale data la sua evidente fragilità fisica, condizione questa che ha convinto lo specialista, nell’aprile 2014, a richiedere per la paziente un ausilio sanitario, una “macchinetta” capace di aiutarla a tossire, ad espettorare e, con siffatto accorgimento, prevenire il rischio di letali malattie polmonari.
Germani dichiara che la richiesta per questa “macchinetta”, è stata inoltrata alla Asl di Viterbo nel mese di maggio 2014, alla quale non ha fatto seguito nessuna deliberazione per l’acquisto e, solo a luglio, con verbale n. 14/784, si è deciso di impiegarne una già utilizzata da un paziente defunto, non prima di inviarla alla ditta “Vivisol” per la necessaria sterilizzazione.
A tutt’oggi, malgrado le continue e accorate sollecitazioni, non c’è traccia di quanto inoltrato e Germani tiene a precisare che, nella regione Calabria, per un caso analogo a quello di sua figlia, la paziente interessata da questa devastante patologia ha ricevuto l’importante ausilio sanitario nel giro di soli dieci giorni dalla richiesta.
FondAzione fa proprio il risentimento, l’irritazione e la sfiducia di Germani nei confronti di un “sistema sanitario” che non funziona solo perché affetto da una odiosa burocrazia, dal pressapochismo di chi la gestisce e dall’indifferenza di coloro che potrebbero fare ma non fanno, dimostrando assenza di umanità e di sensibilità anche in casi così gravi e opprimenti per chiunque.
Detto ciò, si pregano le autorità in indirizzo, ognuno con le proprie competenze, di intervenire sul caso segnalato per dare aiuto e tranquillità ad Alessia e alla sua famiglia, fermo restando la volontà del padre di rivolgersi alla magistratura qualora dovessero subentrare ulteriori problemi di salute per sua figlia a causa della mancata consegna del citato “ausilio sanitario”.
Roberto Talotta per il Dipartimento Sanità di FondAzione
