Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Una buona e proficua giornata a tutti voi. Sappiamo che la comunicazione aiuta a crescere, forse non nel fisico, ma di certo nel “cervello ” nel modo di pensare e così via.
Un detto contadino declama: “Contadino, scarpe grosse e cervello fino”. La saggezza del vissuto, serve alla vita dell’oggi e alle considerazioni per il futuro.
La nostra realtà viterbese, composta da persone che fin dal passato, si occupavano di agricoltura, anche con grandi risultati, di crescita sotto tutti gli aspetti, forse dovrebbe ripensare al sistema dei vari cicli stagionali per auspicare i migliori risultati di raccolto aziendale.
Un agricoltore con esperienza, deve tenere conto, non soltanto della qualità dei terreni da lui coltivati ma, anche delle eventuali combinazioni climatiche ed incertezze atmosferiche. Per garantirsi un cero successo anche di reddito deve differenziare le colture.
Una città come la nostra Viterbo, non deve pensare sempre a prima e dopo santa Rosa, con il massimo rispetto della piccola e grande santa.
Ormai molti cittadini, a livello di discussione di comunicazione, fanno esternazioni e considerazioni in maniera prevalente su tutto ciò che gira attorno alle festività dedicate alla Santa.
A me come cittadino, interesserebbe pensare alla crescita quotidiana, nel ciclo non stagionale ma di tutti i mesi dell’anno. I terreni su cui lavorare, fortunatamente li abbiamo, quindi occorre rimboccarsi le maniche, fare buone semine anche a breve tempo, controllare il lavoro quotidiano costantemente, affinché, tempo permettendo, si abbiano buoni raccolti.
Tutto ciò lo troviamo scritto anche sui calendari dedicati al mondo agricolo. Consideriamo pure ciò che spesso si asserisce: “L’uomo è fatto anche di ciò che mangia e ciò che beve, quindi da come si nutre”.
Renato Petroselli
