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Feto nel cassonetto, a gennaio l’udienza preliminare

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Il cassonetto di via Solieri dove è stato ritrovato il feto

Il cassonetto di via Solieri dove è stato ritrovato il feto

I cassonetti di via Sollievi dove è stato ritrovato il feto

I cassonetti di via Solieri dove è stato ritrovato il feto

Viterbo – (s.m.) – Feto nel cassonetto, gli indagati davanti al gup.

E’ fissata al 2015 l’udienza preliminare per la 24enne romena accusata di aver abbandonato la sua bimba in un cassonetto, con la complicità di un infermiere viterbese.

Tutti e due compariranno davanti al gup del tribunale di Viterbo il prossimo 28 gennaio. Con accuse pesantissime: omicidio volontario e occultamento di cadavere in concorso e, solo per l’infermiere, esercizio abusivo della professione.

Era il 2 maggio 2013 quando il corpicino di un feto femmina di sette mesi emerse tra i rifiuti di un secchione in via Solieri.

Fu la giovane madre, una 24enne romena, a portare i poliziotti nel posto in cui aveva abbandonato la sua bimba, circa due ore prima.

Alla squara mobile di Fabio Zampaglione, la ragazza avrebbe raccontato di aver partorito in casa e lasciato la bambina nel cassonetto. Subito dopo, sarebbe stata accompagnata all’ospedale Belcolle dall’infermiere. E alla fine, ha confessato ai medici che era reduce da un parto e aveva gettato la piccola tra la spazzatura.

All’inizio le manette scattarono solo per la ragazza. Ma fin dalla prima ora fu indagato anche l’infermiere, accusato di aver procurato alla giovane madre ossitocina con una ricetta falsa. Il farmaco sarebbe servito per provocare le contrazioni e far nascere prematuramente la bimba.

Sul capo d’accusa, è stato ingaggiato un lungo braccio di ferro che ha chiamato in causa il pm Franco Pacifici, il gip Francesco Rigato, l’avvocato Maria Antonietta Russo, oggi affiancata dal collega Samuele De Santis, fino al tribunale del Riesame e alla Cassazione.

Dopo l’ultima pronuncia della Corte suprema, sono scattati gli arresti domiciliari per l’infermiere prima dell’estate. A gennaio, dopo una lunghissima serie di articolati passaggi, la vicenda arriverà in aula.


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