Roma – Arrestato Gianfranco Fiorita.
Il dentista latitante dal 2010 è arrivato nel pomeriggio all’aeroporto di Fiumicino.
Ad attenderlo, c’erano gli agenti della squadra mobile di Viterbo, che hanno seguito l’intera indagine sulla sparizione di Fiorita.
A suo carico, il gip del tribunale di Viterbo Franca Marinelli aveva emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, poi convertita in mandato di arresto europeo. Il provvedimento è stato eseguito oggi pomeriggio all’atterraggio in aeroporto, da squadra mobile e polaria.
A Fiumicino Fiorita è arrivato alle 17,10. Fotosegnalamento, notifica dell’ordinanza e poi l’ultimo viaggio verso Viterbo, direzione carcere Mammagialla.
“Aspetto di poterci parlare”, afferma il suo avvocato Roberto Alabiso.
L’accusa è di appropriazione indebita aggravata per essere partito con 660mila euro, tra quote dei suoi soci, caparre versate da giovani odontoiatri per uno stage con lui e soprattutto i suoi clienti, molti dei quali lasciati con punti e ponti in bocca e le rate dei prestiti da pagare alle finanziarie che lui stesso consigliava. Decine i testimoni chiamati a riferire dalla squadra mobile, che individuò 79 parti offese dal presunto reato commesso dal dentista. 49 si sono costituite parte civile al processo, tuttora in corso. E da anni aspettano di riavere i loro soldi.
Fiorita fece perdere subito le sue tracce, dirigendosi in Sudamerica. La mattina del 14 ottobre 2010 un gruppo di giovani odontoiatri lo aspettava per partire con lui per un tirocinio all’estero. Ma Fiorita aveva già fatto le valigie, svanendo nel nulla.
Nonostante gli investigatori lo avessero localizzato quasi subito in Paraguay, l’estradizione non era possibile: non c’erano stati accordi bilaterali tra l’Italia e il paese dell’America Latina, possibili solo in caso di reati gravi come l’associazione a delinquere.
L’accelerazione alle indagini era stata data dal sequestro del passaporto: intuizione degli investigatori viterbesi, coordinati dal pm Stefano D’Arma, che ha ristretto improvvisamente i margini di manovra del dentista. A quel punto, forse sentendosi braccato, Fiorita ha annunciato la sua volontà di costituirsi alle autorità consolari, che lo hanno dotato di un foglio di viaggio di sola andata per l’Italia.
Partenza ieri dalla capitale del Paraguay Asuncion, scalo a Buenos Aires e arrivo oggi a Roma, dove gli agenti lo aspettavano.
Per i poliziotti della questura di viale Romiti, quello di Fiorita non è mai stato un ‘cold case’: i riflettori sulla presunta latitanza dorata del dentista sono rimasti accesi per tutti questi anni. Fino all’arresto di oggi pomeriggio.

