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Fiorita resta a Mammagialla

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Il dentista Gianfranco Fiorita

Il dentista Gianfranco Fiorita

Roma - L'arresto di Gianfranco Fiorita

Roma – L’arresto di Gianfranco Fiorita a Fiumicino

Roma - L'arresto di Gianfranco Fiorita

Roma – L’arresto di Gianfranco Fiorita a Fiumicino

Roma - L'arresto di Gianfranco Fiorita

Roma – L’arresto di Gianfranco Fiorita a Fiumicino

Roma - L'arresto di Gianfranco Fiorita

Roma – L’arresto di Gianfranco Fiorita a Fiumicino

Viterbo – (s.m.) – Gianfranco Fiorita resta a Mammagialla.

Per il dentista latitante, rimpatriato il primo settembre dal Paraguay, non è ora di tornare in libertà.

Il giudice del tribunale di Viterbo Rita Cialoni ha respinto la richiesta di scarcerazione del suo avvocato Roberto Alabiso. L’istanza era finalizzata a far sì che il dentista, rimasto per quattro anni in Sudamerica, potesse attivarsi per cominciare a risarcire i clienti. Gli stessi che lo accusano di essersi messo in tasca 660mila euro, lasciandoli con i punti in bocca e i prestiti da restituire alle finanziarie da lui consigliate.

In 49 sono pronti a chiedergli i danni, tra clienti inviperiti per i lavori rmasti a metà, i soci che avevano versato corpose caparre e gli odontoiatri pronti a partire con lui per uno stage in Sudamerica. Ma Fiorita partì da solo la mattina del 14 ottobre 2010, lasciando gli stagisti in aeroporto ad aspettarlo.

La saga del dentista latitante finisce dov’è iniziata. A Fiumicino, l’aeroporto da cui è partito quattro anni fa, ha trovato gli agenti della squadra mobile che lo hanno arrestato all’atterraggio. Appropriazione indebita aggravata l’accusa riportata nell’ordinanza del gip Franca Marinelli. La stessa di cui Fiorita deve rispondere al processo, iniziato due anni fa.

Proprio lo stadio avanzato del dibattimento lo ha convinto a tornare. “Ho pensato che questo è il momento più indicato per presentarsi al giudice in Italia, visto che è cominciata la difesa – ha scritto Fiorita al suo avvocato la sera del 29 agosto -. Per questo mi sono recato all’ambasciata in Italia, dove mi hanno preparato il biglietto e il documento provvisorio di viaggio”. Da lì, il volo Asuncion-Roma, con scalo a Buenos Aires. Sicuro di poter essere ascoltato. Ma probabilmente non parlerà prima della prossima udienza dell’8 gennaio.

E anche la difesa, che sperava nella comprensione del giudice, dovrà trovare un’altra strada. L’avvocato Alabiso ha dieci giorni di tempo per pensare al ricorso al tribunale del Riesame. Se il presupposto della scarcerazione era la mancanza di esigenze cautelari dopo quattro anni, il tribunale ritiene il contrario: ha ancora senso parlare di pericolo di fuga, inquinamento delle prove e reiterazione del reato. Né è percorribile la strada dei domiciliari perché il dentista, al momento, non ha neppure una casa.


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