Viterbo – Il bando è scaduto il 10 settembre. Il comune lo aveva pubblicato il 9. Il giorno prima.
Dando agli interessati 24 ore di tempo per partecipare. Va bene che i viterbesi sono gente sveglia, ma qui forse si esagera un po’.
Il bando è per utilizzare fondi destinati a iniziative culturali, sociali e folkloristiche nelle frazioni. Cinquantamila euro a disposizione.
La delibera di giunta è del 9 luglio. Solo volontà politica, trovati i soldi sarebbe stato predisposto il bando. Con l’approvazione del bilancio arrivano pure i soldi.
Siamo agli inizi di agosto. L’11 l’avviso è pubblicato sul sito del comune, nella pagina del Terzo settore.
Beato chi tutti i giorni apre ogni singola pagina di ogni singolo settore del comune per vedere se c’è qualche comunicazione. Quando si dice dare a un’iniziativa la massima pubblicità.
Senza tenere conto che ai fini della diffusione, legalmente fa fede la data di pubblicazione sull’albo pretorio. Il 9, scadenza il 10. Qualcosa non va.
Se n’è accorta Chiara Frontini, consigliera Viterbo 2020 che ha subito scritto a dirigente del terzo settore, segretario generale e all’assessore alla Cultura Antonio Delli Iaconi.
“Ai fini della pubblicità legale – spiega Frontini – fa fede la data di pubblicazione all’albo pretorio. Considerato che un giorno di pubblicazione è un giorno assolutamente insufficiente per assicurare un’adeguata pubblicità al bando di concorso, si chiede formalmente la riapertura dei termini per la presentazione delle domande”.
La risposta dagli uffici di palazzo dei Priori non si è fatta attendere. Il dirigente ha risposto, accordando una proroga. I termini sono riaperti, fino al 24 settembre.
Finora, con l’avviso inserito soltanto nella pagina del settore Cultura hanno risposto in tredici.
Con una maggiore diffusione, chissà quanta festa in più si potrà fare.
Giuseppe Ferlicca
