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I Facchini di Santa Rosa nel 1964

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Viterbo – Prezioso e affascinante video del 1964, riguardante i Facchini e la Macchina di Santa Rosa, ritrovato anche grazie all’aiuto del collega giornalista Daniele Camilli.

Il titolo è “I Cavalieri di Santa Rosa” prodotto da Giorgio Patara, fotografia di Mario Carbone, montaggio di Pino Giomini con assistente Lina Anzalone, musica di Egisto Macchi per la regia di Fernando Cerchio.

Il filmato inizia con le immagini della Macchina di Santa Rosa ferma davanti al Santuario, il giorno dopo del Trasporto, con la gente “nasi per aria”, che la ammira mentre le venditrici di “ricordini” sono al lavoro.

Questa Macchina è stata ideata nel 1959 dall’artista viterbese Angelo Paccosi e costruita, il primo anno, in soli due mesi e mezzo.

Le sequenze video continuano con un gruppetto di Facchini non in divisa, accanto alla chiesa di San Sisto, che rilasciano alcune dichiarazioni: “Bene! E’ andata bene! So’ contento! Sul principio c’eravamo messi un po’ paura perché [la Macchina] era un po’ molla e c’era un po’ di vento… e invece, grazie a Santa Rosa, è andata su più veloce degli altri anni”.

Si vedono, poi, alcuni disegni di vecchie Macchine e scorci del Quartiere Medioevale di San Pellegrino. Breve intervista a Rosario Scipio sulle origini del trasporto della Macchina di Santa Rosa.

Da qualche tempo i Facchini, grazie all’iniziativa dell’allora sindaco Smargiassi, vengono chiamati anche “Cavalieri di Santa Rosa”, e nel filmato vengono ripresi, con interviste di sottofondo, mentre sfilano per le vie della città nel giro delle chiese, fino ad arrivare al ritiro delle “scuole rosse”, con la banda musicale in testa al corteo. Molti e bellissimi i primi piani. Alberto Bianchini, famoso facchino “ciuffo” numero 10, viene ripreso addirittura in tenuta da lavoro, nel suo molino di Via sant’Agostino, mentre maneggia il copricapo “ciuffo” insieme ad un “fiscolo” in fibra di cocco. Stessa cosa per il pittore e scultore Alberto Turchetti, spalletta destra, ripreso e intervistato all’interno del suo laboratorio. Selvaggini Duilio, contadino, “stanghetta in prima fila capotesta” è ripreso mentre è alla guida di un trattore. Poi è la volta dell’oste Sili, anch’esso facchino, ripreso e intervistato mentre è all’interno della propria osteria.

Bellissime le riprese fatte all’interno del Gran Caffè Schenardi, gremito di gente, in piena attività con 5 baristi dietro al bancone. La banda e i Facchini vengono ripresi, poi, mentre sfilano di notte per andare a prendere l’ultima benedizione, nella chiesa di san Sisto, prima di prendere la Macchina sulle spalle. Il prete incita dall’altare: “Forza ragazzi! Sotto con il ciuffo” Evviva Santa Rosa”. Evviva! Rispondono tutti i Facchini all’unisono. La Macchina di Angelo Paccosi, alta 30 metri e pesante circa 45 quintali, viene finalmente portata a spalla da una “sessantina” di Facchini. A piazza del Comune compie la tradizionale girata prima del trionfale arrivo, in salita e di corsa, al Santuario di Santa Rosa. Veramente bello!

Silvio Cappelli 


 


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