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I funghi dei Monti Cimini in passerella

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Funghi porcini

Funghi porcini

Carbognano – Riceviamo e pubblichiamo – Nel territorio della Bassa Tuscia, nella splendida cornice del “Centro sportivo Bianconi Rosa”: l’associazione micologica dei Monti Cimini organizza “Una due giorni – I funghi dei M.ti Cimini in passerella”.

Si svolgerà dal 4 e 5 ottobre, sabato dalle 10 alle 19 e domenica dalle 9 alle 19. Nel corso della mostra avverrà la degustazione di funghi e prodotti tipici locali della Tuscia viterbese.

Il territorio dei Monti Cimini, per la sua morfologia e geologia, è di grande interesse ambientale-naturalistico, oltre che storico-paesaggistico, per la presenza di vaste aree montane e collinari di vegetazione boschiva. Tra i rilievi, prosperano aree di esemplari di faggio, rovere e carpino.

In particolare è presente una larga vegetazione castanicola da frutto e aree (da legname) di bosco ceduo, conservativo di un patrimonio ultrasecolare. Dove i produttori, raccolgono nel periodo tra ottobre/novembre, quel frutto prezioso che sono le castagne, di cui i famosi marroni sono una qualità la più pregiata, e rappresentano un importante reddito economico procapite per le famiglie, proprietarie dei terreni, ricadenti nelle aree vogate alla produzione di questo frutto.

Attualmente queste produzioni sia di castagne (per la scarsa produttività) ed il reddito stesso, sono ancora a rischio, in quanto la vegetazione castanicola è stata attaccata dall’insetto parassita, la Cinipide (proveniente dalla Cina).

L’infestazione, viene combattuta per mezzo della lotta biologica, con il lancio dell’insetto killer (Giapponese) Torymus Sinensis, che già da questo momento sta dando risultati importanti. Ma, grazie a questa vegetazione, e alle condizioni climatiche stagionali, favorevoli, che, nel sottobosco, si possono fare abbondante raccolte di funghi.

Il più pregiato per le sue qualità organolettiche, è senz’altro il re dei funghi, ottimo è il fungo porcino, dal nome scientifico “Boletus edulis”, e/o “Boletus Aereus” genere boletus, nome comuni porcino, bronzino eccellente, ed altri funghi tra i commestibili: Ovolo buono, dal nome scientifico “Amanita caesarea”, eccellente; il “Galletto o/e Gallinaccio” dal nome scientifico “Cantharellus cibarus”.

Per passare poi a quelle varietà che sono velenosi, come: “amanita muscaria” genere Amanita nome comune ovolo malefico velenoso; “Amanita phalloides Genere: amanita Nome comuni: tignosa velenosa, tignosa verdognola commestibilità: velenoso mortale, che, spesso si confondono per similitudine con quelli buoni.

Il periodo della raccolta avviene dal mese di maggio fino al periodo di natale, come le varietà di galletti e le cosiddette trombette dei morti. Anche i funghi, in abbondanza quando la stagione è buona rappresentano una voce reddituale importante. Questa mostra rappresenta per i visitatori un’occasione per conoscere tutti gli aspetti della materia, e si avvarrà della presenza di esperti, (dell’Associazione studi micologici onlus Nuova micologia di Roma) a disposizione per chi sarà interessato ad approfondire le proprie conoscenze nel campo della Micologia e quanti vorranno allo stesso tempo, conservare quel patrimonio botanico ed ecologico, di cui ogni abitante della Terra dovrà farsi carico.

L’associazione Amici, si rivolge alla cittadinanza dei territori in genere, ma anche alle popolazioni scolastiche, per avere le giuste conoscenze in materia. La raccolta dei funghi epigei spontanei, è regolamentata in base alla Legge Regionale del Lazio, datata, 5 agosto 1998, n.32. occorre pertanto conseguire un Tesserino, che viene rilasciato dopo un corso di formazione di micologia di base, che si articola in 15 ore, suddivise in 6 lezioni.

Ai corsisti viene spiegato con quale tipo di equipaggiamento si devono raccogliere i funghi. L’attrezzatura ideale del ricercatore dei funghi, deve avere con se, un cestino rigido (di vimini), areato per favorire la caduta a terra delle spore, (così da consentire la inseminazione per la ricrescita spontanea dei funghi) un bastone, un coltellino, una lente di ingrandimento, un paio di stivali e un k-way.

E poi una buona dose di fortuna che non guasta, per trovarli per primi. Nel Lazio la raccolta dei funghi è limitata a 4 giorni la settimana. Si potranno raccogliere per un massimo di tre kg, al giorno procapite, e dovranno avere il carpoforo di dimensioni minime, almeno, di 4 centimetri di diametro.

Per sapere quali funghi raccogliere viene fatta una classificazione accurata tra le varietà: velenosi, tossici e, buoni, quindi commestibili. Importante è avere la più ampia conoscenza. Infatti, servirà soprattutto per mettere in guardia, gli avventori dai pericoli, dovuti magari all’ingestione di funghi velenosi, ma simili a quelli buoni che notoriamente vengono utilizzati nell’arte culinaria e che sono molto apprezzati dai palati e nelle varie ricette di cucina. Tra i piatti, i più disparati, ma molto richiesti, ad esempio “il carpaccio di ovuli” , i piatti preparati con il “Ragù al fungo porcino” (come ad esempio: il piatto tradizionale locale, ai funghi porcini, molto apprezzato: “Le Gavinelle”) e il “Ragù ai galletti”, che vengono serviti alla clientela nei vari locali di ristorazione, del territorio della Tuscia.

Associazione micologica dei Monti Cimini


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